Lo scorso anno perse il Mondiale per mezzo punto. Max Biaggi sta ancora ringraziando la sorte. Proprio a Magny Cours 12 mesi fa Tom Sykes ha dovuto assistere a una beffa incredibile accettando l’amaro verdetto della pista. Quest’anno il pilota inglese della Kawasaki si è rifatto con gli interessi con una strepitosa doppietta che mette una seria ipoteca al titolo iridato: forse il ricordo di quel giorno ‘maledetto’ lo ha certamente aiutato a staccare le due Aprilia di Sylvain Guintoli ed Eugene Laverty.

Il francese giocava in casa e ha tirato fuori gli artigli ma non è bastato davanti a un Sykes imprendibile e determinato a portare a casa 50 punti. Il suo compagno irlandese, dopo una gara-1 piuttosto anonima, ha creato la bagarre nella seconda manche dando parecchio filo da torcere al padrone di casa. Il finale è da thriller: con Sykes involato verso la doppietta, le due RSV4 si stendono nello stesso spunto, quel delicato tornatino Adelaide reso viscido dalla pioggia appena iniziata a scendere. Una doppia caduta da cui però i due piloti della casa di Noale escono indenni data la bandiera rossa sventolata dalla direzione gara che ha preferito evitare una scivolata collettiva dei piloti che seguivano. Ordine di arrivo con la classifica dei due giri precedenti con Laverty secondo e Guintoli terzo, che si scambiano le posizioni rispetto alla gara della mattinata.

Red flag anche in gara-1 per la caduta di Mark Aitchison (Team Pedercini Kawasaki) che ha incendiato la sua verdona. Ai piedi del podio ha chiuso in entrambe le manche Davide Giugliano, molto competitivo solo nei giri iniziali, seguito da un Marco Melandri alle prese con una BMW che gli ha riservato non pochi problemi e che solo negli ultimi giri di gara-2 (chiusa settimo posto dietro a Davies e alla wild card francese Philippe) è riuscito a spingere al massimo. 

Da ricordare il sesto posto in gara-1 di Michele Pirro autore di un’incredibile performance al debutto assoluto nel Mondiale con la Ducati: il pilota pugliese sabato era stato protagonista di una spaventosa caduta da cui fortunatamente ne è uscito illeso. Come Badovini ha dimostrato di avere un bel “manico” nonostante lo scivolone in gara-2. Le Ducati si confermano moto ostiche. Ma, perso Checa fino a fine anno, almeno sui piloti a Borgo Panigale possono stare tranquilli. Tra due settimane a Jerez l’epilogo.