La festa di Tom Sykes è già iniziata. Al termine di gara-1 a Jerez il pilota di Huddersfield si è laureato campione del mondo matematicamente. Il fantasma dello scorso anno è alle spalle: perse il titolo per mezzo punto lasciando l’iride a Max Biaggi. Ora il Mondiale SBK applaude il suo nuovo re che conquista un titolo meritatissimo: il 28enne  del Kawasaki Racing team trionfa grazie alle 9 vittorie accumulate in un 2013 da incorniciare. Un titolo che alla casa di Akashi mancava da vent’anni, quando Scott Russell (ora commentatore del campionato AMA SBK) conquistò la corona nel ’93.

Dall’esordio di Sykes nel BSB sono passati dieci anni. Il salto nel Mondiale SBK arriva cinque anni fa escludendo due partecipazioni come wild card nel 2008: nell’anno d’esordio approda in Yamaha a fianco dell’allora stratosferico Ben Spies. Poi l’approdo in Kawasaki dove dopo mesi di duro lavoro e sviluppo della verdona arriva la prima vittoria al Nurburgring nel 2011. Nel 2012 la definitiva consacrazione con 4 vittorie, 5 secondi posti, 4 terzi e quel Mondiale che sfugge per solo mezzo punto. Il 2013 per The Grinner è stato un duello prolungato con le Aprilia di Eugene Laverty e Sylvain Guintoli, e la BMW di Melandri. Ma da qualche gara a questa parte Mr. Superpole (19 pole position inanellate) è diventato un cannibale anche la domenica.

Per la cronaca, sul tracciato andaluso va in scena un gran finale che si rispetti con la splendida vittoria di Eugene Laverty: all’ultima curva di gara-1 l’irlandese piazza un sorpasso strepitoso all’esterno ai danni di Marco Melandri andando a centrare il successo più bello della sua carriera. Macho si consola con i 100 podi mondiali. Ma i riflettori sono tutti per Sykes. Un campione genuino che ha sbaragliato la concorrenza in pista.

photocredit: Atti Lauro