Un’Alfa a trazione posteriore e motore da 1.750 centimetri cubici. Ricorda i bei tempi andati. Il gruppo Fiat cerca di farli tornare con la nuova supercar compatta, attraverso la quale riporterà il marchio Alfa Romeo negli Stati Uniti. Doveva essere presentata a Detroit, ma incertezze sul propulsore ne hanno suggerito il rinvio. Sarà quindi il prossimo salone di Ginevra la vetrina scelta per l’anteprima mondiale dell’Alfa Romeo 4C.

Derivata dall’esclusiva 8C, la nuova coupé a due posti secchi marchiata dal biscione verrà prodotta nello stabilimento Maserati di Modena. Queste le caratteristiche in sintesi: motore centrale e trazione posteriore, e questa la definisce una vettura d’impostazione prettamente corsaiola. Se vogliamo fare un confronto con le Alfa del passato, prende molto dalla 33 stradale del 1969 (foto piccola). Il motore è un’elaborazione di quello che equipaggia la Giulietta Quadrifoglio Verde. Turbo, iniezione diretta di benzina, doppio variatore di fase continuo; per eliminare il fenomeno del turbolag è stato usato un sistema che la casa definisce “scavenging” (letteralmente: spolpare, riferito ad avvoltoi, iene e simili). Il cambio è l’automatico Tct con doppia frizione a secco, azionabile anche in modo sequenziale con le levette dietro al volante.

E’ possibile variare l’assetto della vettura tramite quattro configurazioni selezionabili da un pulsante. E’ l’Alfa Dna al quale è stata aggiunta la variante “Race”, studiata appositamente per la guida in pista.

Non sono ancora stati diffusi dati sulle prestazioni. La casa comunica solo le dimensioni (sotto i 4 metri di lunghezza, 118 cm d’altezza, 200 di larghezza e passo inferiore ai 2,4 metri) e il rapporto peso/potenza (minore è migliore): 4 Kg/cv. Tanto per fare alcuni raffronti, la Giulia GTA stradale del 1965 aveva un rapporto di 6,5. L’attuale Lamborghini Gallardo LP-550 2 vanta un 2,5. La Porsche 911 Carrera venduta oggi ha 4,2.