Il Salone dell’Auto di Ginevra è un’istituzione per il mondo delle quattro ruote, una certezza per tutti gli appassionati e non solo. L’edizione del 2018 però ha dimostrato un cambiamento, una svolta epocale intrapresa in primis dai costruttori che qui hanno partecipato. Questo cambiamento si chiama elettrificazione, perché le vere protagoniste di questo Salone sono state loro, le auto elettriche. Il mondo va avanti, è iniziata la guerra al diesel, ai combustibili fossile e l’opinione pubblica, suffragata dai dati, è sempre più sensibile ai motori alternativi. Le Case automobilistiche hanno scelto quindi una vesta più ecologica per le loro nuove creature.

Un primo segno del cambiamento del Salone di Ginevra, che dal 1905 è un faro per questo settore, è stata la scelta di due Marchi importanti come Opel e DS di non presenziare a Ginevra. La kermesse elvetica è ancora legata prepotentemente al lusso, al glamour, ai motori roboanti e costosi, al vecchio mondo dell’automobile, cosa che invece non è la fiera dell’elettronica di Berlino, l’Ifa. Perché l’auto è sempre più tecnologica per cui la sua “narrazione” deve necessariamente passare per il mondo dell’innovazione, dell’elettronica e dell’intelligenza artificiale.

Ginevra però non si preoccupa di alcune defezioni, perché sono 110 le presentazioni di nuovi modelli, di cui 89 in anteprima mondiale, poi come anticato la svolta green è avvenuta, grazie soprattutto alle Case che vi hanno partecipato. Moltissimo è lo spazio dedicato alla mobilità elettrica, ai veicoli connessi fra loro e con le infrastrutture, dalla guida autonoma (tra i più attesi c’è il concept Volkswagen I.D. Vizzion) fino alle macchine volanti (l’olandese Pal-V). Ma l’elettrico è stato il vero fattore comune a tutti quelli che hanno puntato all’innovazione, come ha fatto Giorgetto Giugiaro con la sua splendida concept car, Sybilla. Il mondo prosegue e Ginevra è attenta al cambiamento, l’auto elettrica sta mettendo la freccia nella corsia di sorpasso, i motori termici sono sempre più il passato.