Si apre domani per la stampa e giovedì per il pubblico l’83° edizione del Salone dell’Auto di Ginevra (7 – 17 marzo), l’unica esposizione motoristica europea che ha mantenuto la cadenza annuale.

Una rassegna, quella svizzera, che ha più che mai il compito di mostrare gli scenari futuri del mondo dell’auto che si presenta quanto mai frastagliato e complicato e in un momento difficile per il mercato europeo e per quello italiano in particolare. Il risultato delle immatricolazioni di febbraio a -17,4%, 15° segno negativo consecutivo, è infatti la dimostrazione di una crisi che sembra sempre più profonda e di difficile soluzione.

I numeri della manifestazione sono comunque da record con una superficie espositiva che è ulteriormente cresciuta fino a 110.000 mq, 260 espositori presenti da 30 paesi di tutto il mondo, 700 marchi esposti, 700.000 visitatori previsti, 10.000 giornalisti accreditati e soprattutto 130 novità di prodotto di cui un’ottantina mondiali ed il resto europee.

Facile capire quindi il ruolo mondiale che ha questo Salone e il fatto di scontrarsi in un territorio “neutrale”, la Svizzera non è un paese costruttore di automobili e quindi non ci sono marche nazionali da privilegiare, obbliga tutte le case ad un impegno particolare e a mostrare sugli stand non solo le ultime novità di prodotto, ma anche la stato dell’arte in tema di design e tecnologia.

Un esempio lo spazio dedicato alle vetture verdi, sono ben 90 quelle esposte da 30 marchi, dove le energie alternative, in particolare ibride e elettriche, sviluppano il tema della mobilità sostenibile e della riduzione della dipendenza del petrolio.

Un salone ricco anche di contraddizioni perchè se l’Europa dell’auto piange, i bilanci dei grandi marchi sono un coro continuo di risultati positivi e record su record di vendite. Merito soprattutto del prolungato andamento positivo dei mercati asiatici, in particolare di quello cinese e dei continui segni più che arrivano da paesi come Brasile, Russia e India.

Ma veniamo alle principali e proviamo ad assegnare il titolo di regina del Salone. La lotta è tutta tra le supercar, auto da sogno che non possono non suscitare emozione, passione e anche francamente molta invidia tra i visitatori. Ferrari e McLaren aggiungono alle loro sfide sui circuiti della F1 anche quelle delle vetture stradali e sarà davvero difficile dire quale, tra l’erede della Enzo (al momento non si conosce ancora il nome definitivo) e la P1,  sia la più bella. Entrambe sono un concentrato di tecnologia che deriva direttamente dalle competizioni come il Kers per una potenza che passa tranquillamente i  900 CV. Altra caratteristica comune la tiratura limitata, 375 per la casa inglese e poche di più ne usciranno da Maranello. Il prezzo? Tenetevi forte: oltre il milione di euro.

Più accessibile, a livello di costi, un’altra pretendente al trono, l’attesa l’Alfa Romeo 4C, sportiva due posti con telaio in carbonio che segna il punto di ripartenza per la casa di Arese. Ma da vedere anche la Volkswagen XL1, la prima auto a percorrere 100 km con meno di 1 litro di gasolio!

Altra caratteristica di Ginevra è la presenza di tutti i grandi designer dell’automobile in un confronto di idee e soluzioni stilistiche di grande fascino ed emozione e con il “made in Italy” automobilistico che come sempre vanta le inimitabili proposte di Italdesign, Pininfarina, Fioravanti, Bertone e Idea. Basterebbero queste “grandi firme” a giustificare una visita al Salone. Qualche nota di servizio, quindi,  per i visitatori italiani.

I biglietti sono acquistabili in prevendita  (16 CHF per adulti, 9 CHF per i bambini da 6 a 16 anni e 11 CHF per i gruppi di 20 persone) al sito www.salonauto.ch
Per il parcheggio il prezzo è di 20 CHF.

Il Tunnel del Gran San Bernardo , inoltre, offre il ritorno gratuito ai visitatori del salone (prenotazione al sito www.letunnel.com).