Il prossimo Salone di Francoforte  (12 -22 settembre) sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione generale, tecnica ed economica del mondo dell’auto.

Tanti i temi proposti, a partire dalla prova di forza dell’industria tedesca che giocando in casa non vuole perdere l’occasione di dimostrare la propria capacità e l’ormai indiscussa guida continentale, con ambizioni in qualche modo anche globali.

Oltre alle numerose novità che saranno proposte sia in veste di modelli di imminente lancio sia in quella di concept , l’argomento sul quale sembra maggiormente concentrarsi l’attenzione e l’impegno dei maggiori costruttori è quello della riduzione dei consumi e delle emissioni, affrontato con l’impegno posto sullo sviluppo dell’alimentazione ibrida.

Praticamente tutte le marche avranno sugli stand modelli con questa soluzione e sorprende che a questo trend non sembra volersi inserire il Gruppo che di alimentazione elettrica o ibrida proprio non vuole sentir parlare.

Fino a poco tempo fa questa tecnologia era quasi una questione esclusiva e di nicchia,  con la sola Toyota impegnata a proporre una gamma completa, seguita da Peugeot-Citroen e Honda che circoscrivevano la loro offerta nella fascia media del mercato mentre il resto dei modelli era concentrato nelle fasce superiori.

Ora si annuncia una vera proliferazione di modelli ibridi di tutte le tipologie. L’elenco è davvero lungo e per citare solo i principali vedremo BMW che porterà a Francoforte (foto by infophoto) due vetture la sportivissima i8 e la Active Tourer Outdoor basate sul nuovo motore tre cilindri benzina di 1,5 litri. Rispondono Mercedes con la S500 hybrid, l’ammiraglia di Stoccarda, Land Rover che si è convertita anch’essa e presenterà le Range Rover e Range Rover Sport (diesel più elettrico), Audi con la A3 e-tron. Per non parlare ancora di Toyota che esporrà sul proprio stand, insieme a Lexus, solo auto ibride per rimarcare ancora una volta che sono stati loro a inventare e sviluppare questa tecnologia 16 anni fa, costringendo in pratica tutti gli altri a inseguire.

I motivi di questo cambiamento sono legati principalmente alle normative anti inquinamento sempre più restrittive in ambito europeo. In questo momento l’ibrido assicura qualche vantaggio, soprattutto in città, in particolare se consideriamo i valori dell’ossido d’azoto e delle polveri sottili. In più l’obiettivo del 2020 di raggiungere una media di emissioni per produttore di 95 gr/km di CO2 è di fatto impossibile senza avere in listino vetture elettriche o ibride.

Sul piano dei consumi, invece, bisogna considerare che un buon motore diesel assicura ancora prestazioni migliori grazie anche al vantaggio di portare in giro meno peso, perché le batterie e l’unità elettrica influiscono parecchio su questo aspetto.

Insomma sta cambiando qualcosa nel mondo dell’auto e i costruttori stanno passando dalla fase del singolo modello, quasi di rappresentanza, a ragionamenti e considerazioni più ampie di gamma dove gli investimenti, per essere più giustificabili, verranno ripartiti su più vetture. Forse siamo arrivati al momento di svolta e di accettazione completa e ormai appare indispensabile proporre massicciamente in listino anche questa alimentazione a fianco delle convenzionali benzina, diesel, metano e GPL. E questo non potrà non influire positivamente sui prezzi.