Dal Salone di Detroit 2016, Sergio Marchionne conferma che gli obiettivi finanziari di FCA fissati per il 2018 “sono fattibili”. Parlando dei risultati finanziari dell’anno appena concluso il numero uno di FCA ha spiegato: “Il 2015 è andato bene, oltre le aspettative, siamo nella fascia alta della guidance. Il consolidamento del settore auto è un perno fondamentale dello sviluppo dell’industria”. Ma al momento “non c’è assolutamente nessuna” prospettiva di partnership con General Motors: “Continuiamo sul discorso del consolidamento ma viste le difficoltà del mercato e per trovare una soluzione soddisfacente, vogliamo che il piano al 2018 sia la cosa più importante” per “avere un’enfasi maniacale sul raggiungimento dei numeri, per poter dare sicurezza alla società anche quando io non ci sarò. Con John (Elkann, ndr) abbiamo rivisto gli obiettivi del piano, tra due settimane vedremo i conti”.

Infine l’obiettivo: “Non voglio lasciare una cucina che non può essere usata dal mio successore”. Una cucina che prevede un debito azzerato e un utile di 5 miliardi di euro, previsto nel piano industriale. E sulle auto hi-tech il manager conferma che FCA lavorerà anche assieme a Google: “La relazione con Google è naturale, continueremo a lavorare con loro e a lavorare su queste tecnologie. Schierarsi contro la Silicon Valley è un’idiozia. E’ necessario rimanere aperti allo sviluppo tecnologico perchè è in atto un’invasione di tecnologia nel mondo dell’auto, la tecnologia cambierà come ci interfacceremo con la vettura. Il mondo dell’auto dovrà scegliere cosa vogliamo diventare da grandi”.

Intanto a Detroit è stato presentato il minivan Chysler Pacifica, il primo ibrido plug-in del Gruppo FCA ma sulle auto elettriche, Marchionne ha una sua idee: “Il know how sull’elettrico è parte del DNA di ogni azienda seria e capace come FCA: dateci tempo di dimostrare il nostro valore, ma quando sarà prodotta e sul mercato, non prima. La verità è che nessuno guadagna con le auto a zero emissioni. Nemmeno Elon Musk (ceo di Tesla, ndr) che pure considero il guru del settore. Se uno va a guardare gli ultimi 100 anni, prima le industrie producevano tutto internamente. Oggi è il contrario, produciamo internamente motori e trasmissione…L’introduzione dell’elettrico ha tolto anche quel campo di competenza. Non siamo produttori di batterie e non dobbiamo per forza produrre motori elettrici”. 

L’ad FCA si è detto più ottimista sull’Europa e guarda agli Stati Uniti, dove il lancio dell’Alfa Romeo Giulia è slittato al terzo trimestre. Proprio gli States sono il principale mercato di Ferrari, per la quale Marchionne non esclude un aumento della produzione a 9.000 unità mantenendo però l’idea di Enzo Ferrari: produrne sempre una in meno di quanto vuole il mercato. Una conferma che arriva anche da John Elkann: “Siamo contenti della quota che abbiamo in Ferrari. Possiamo aumentarla ma non abbiamo mai detto che l’avremmo aumentata” mentre sulla questione quotazione in Borsa, Marchionne risponde così ai giornalisti: “Parlare della reazione di Ferrari in Borsa quando c’è stato lo scorporo a gennaio e la distribuzione di capitale è da cretini”.

Marchionne ha poi caricato la Ferrari in vista dell’inizio della stagione: “La cosa importante ora è andare a Barcellona nei test per poi andare in Australia e tornare a vincere. Vogliamo essere la squadra da battere perché siamo il team più vincente della storia. Abbiamo fatto tutti gli investimenti richiesti in modo da far tornare il titolo a Maranello”.