Erano passate solo poche ore dalla presentazione del Milano Auto Show che, secondo le intenzioni dell’organizzatore Alfredo Cazzola, si terrà dal 11 al 21 dicembre 2014 presso i padiglioni della Fiera di Milano a Rho, che è arrivata la risposta di Fiat.

Questo il comunicato:

Circa le ipotesi che si stanno facendo in questi giorni su futuri saloni dell’auto in Italia un portavoce della Fiat precisa che: “Non crediamo esistano le condizioni per far nascere un nuovo salone. Le difficoltà dei mercati hanno portato in questi ultimi anni alla chiusura di importanti sedi espositive in grandi città europee. Pensiamo che il salone di Francoforte, che si alterna annualmente a quello di Parigi, e soprattutto il motorshow di Ginevra siano più che sufficienti per l’esigenza dei produttori, dei media e del pubblico”.

Un modo nemmeno tanto nascosto per far capire che il costruttore nazionale non ha nessuna intenzione di investire sulla manifestazione. Liberissimi in Fiat di fare le proprie politiche aziendali, quelle di marketing e comunicazione ma, lascia perplessi la velocità della risposta quando il progetto è appena stato annunciato e non ancora presentato ai vari marchi. Strana anche la forma dove si parla di un portavoce senza attribuire le parole ad una persona definita.

Fa quindi molto discutere e pone diverse domande, ma sostanzialmente una: non sarebbe meglio lavorare insieme per creare queste condizioni? Perché il mercato non si crea da solo, ha sempre bisogno di essere stimolato e aiutato, soprattutto in un lungo periodo di crisi che va ben oltre a quella di settore.

Un clamoroso autogol fatto ancora prima che la palla fosse portata a centrocampo e visto il ritorno mediatico e le numerose presenze alla conferenza stampa c’è davvero interesse a riportare in Italia un Salone dell’Auto degno delle tradizione del nostro paese.

Mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensano di questa decisione i concessionari che in questo momento stanno pagando un prezzo davvero alto nella crisi del settore.

C’è da fare un’ultima considerazione. In Italia il gruppo Fiat pesa per meno del 30% delle vendite, oltre il 70% è fatto dalle case straniere. Adesso tocca a loro dimostrare che c’è voglia di ripartire ed esiste lo spazio, i modelli e le case per farlo lo stesso. Poi si sa che gli assenti hanno sempre torto.