In occasione del Salone del Mobile 2016, Mini presenta l’installazione “Mini Living” che affronta una sfida costante delle grandi città, la scarsità di spazio abitativo attraete ed economicamente accessibile, proponendo al tempo stesso una possibile soluzione: un moderno concept di live sharing.

Al centro dell’installazione vi è un appartamento di 30 metri quadrati che, insieme ad altre abitazioni adiacenti qui abbozzate, forma una micro comunità tra vicini di casa. Le pareti degli appartamenti sono composte da moduli a scaffale ribaltabili verso l’esterno, dove sono integrate diverse funzioni come, ad esempio, un gruppo cottura, un banco da lavoro o un impianto musicale. Aprendo gli scaffali, tutti possono accedere alle attività e agli oggetti in essi contenuti. A seconda di quali scaffali vengono ribaltati si producono differenti combinazioni e caratteristiche abitative che costituiscono la base per attività estemporanee ed esperienze uniche.

Grazie alle pareti mobili, l’installazione elimina la contraddizione tra sfera privata e vita di relazione. Quando e in che misura un abitante condivida lo spazio, e il tempo con la comunità resta una scelta individuale. Con il motto globale «Do Disturb», Mini Living invita però volutamente all’interscambio sociale, definendo concettualmente un modello antagonista all’anonimato urbano.  In questo modo Mini fa della condivisione un’esperienza particolare: chi rende accessibile all’esterno il proprio spazio e le relative funzioni si apre all’interazione e di conseguenza ad esperienze che non sarebbero possibili: ”Con l’installazione Mini Living intendiamo dare un contributo alla discussione su come vorremo vivere in futuro. Sempre più persone, nelle città, dovranno dividersi spazi sempre più ristretti - afferma Oke Hauser, capo progetto Mini Living -. Crediamo che qui vi sia il potenziale per accrescere lo spirito di comunanza e l’interscambio sociale. L’installazione unisce su un’area compatta due vantaggi: un posto in cui ritirarsi in privato e un accesso alla vita in comunità”.

Per rendere accettabile la propria visione dell’abitare nella città del futuro, Mini ha chiesto la collaborazione di due partner che hanno arricchito il progetto con la loro lunga esperienza e la loro prospettiva rispetto al tema della vita urbana. L’atelier di architetti giapponesi ON design di Yokohama ha portato nel progetto la propria personale competenza acquisita in numerosi progetti nei settori «Microhousing» e «Collaborative Living», mentre studio berlinese internazionale di ingegneri e designer Arup ha assicurato la fattibilità e l’attuazione del concept tecnico. L’installazione di Mini è visibile dal 12 al 17 aprile al Salone del Mobile 2016 presso gli spazi di via Vigevano 18.