Una lampada, un orologio, una sedia. Al salone del mobile di Milano. Stand Ford. Ford? Ma non costruiscono automobili? E cosa ci fanno lì? Il legame può apparire sottile, ma è invece molto consistente, e comprende dei concetti non banali. Ieri la casa di Dearborn ha chiamato a spiegarlo personalità di indubbia competenza in merito: Martin Smith, direttore design della divisione europea; Sheryl Connelly, esperta di trend globali e innovazione; Tom Waldner, designer alla Sony Mobile Europa; Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di strategia alla Bocconi. L’idea di cui si è discusso è la “democratizzazione” del design e della tecnologia.

Cosa significa? Ad esempio, adattare l’aspetto del prodotto ai mutamenti sociali: le proiezioni statistiche dimostrano che la popolazione sarà sempre più anziana, allora le pedane d’accesso alle automobili cominciano ad essere più basse; oppure, le persone, giovani e non, sono sempre più dipendenti da tecnologie come smartphone e tablet, e quindi le auto prevedono anche dispositivi che consentono la connessione ad internet.

E il design influenza le prestazioni: immediato pensare all’aerodinamica. Ma c’è di più. “Oggi il design è diventato il prodotto – spiega il professor Maffè – Spesso l’aspetto è l’unica ragione per cui si compra un oggetto. Design è creare un nuovo linguaggio. Le auto sono state uno dei primi prodotti in cui il design ha assunto un’importanza pari alla funzionalità”.

Democratizzazione significa andare incontro al cliente. Smith ricorda che “Quando dovevamo disegnare la Fiesta abbiamo compiuto molte ricerche in Italia, ed è emerso che i potenziali clienti l’avrebbero voluta sprinty, con una linea che suggerisse velocità. E con la Focus abbiamo fatto diversi studi a Milano per trovare la giusta linea per i fari. Noi cerchiamo sempre di conoscere il cliente prima ancora di avviare la progettazione dell’auto”.

E’ proprio da questa idea di movimento e rapidità che i progettisti Ford hanno sviluppato il concetto di Kinetic Design, energia in movimento, applicato a tutte le vetture di ultima generazione, dalla S-Max alla Focus, dalla Fiesta alla nuova Ka. Ma tale idea espressiva non è esclusiva dell’automobile: può guidare qualsiasi oggetto. La griglia frontale ha ispirato la sedia, i fari hanno portato alla lampada, la strumentazione del cruscotto ha condotto all’orologio. E i materiali sono comuni per tutti gli oggetti. E per mostrarli, quale occasione migliore dell’esposizione milanese?

Qui sotto una gallery e un video che illustrano l’idea di Kinetic Design.