Rush è il film del momento: uscito nelle sale il 19 settembre, la Ferrari lo ha offerto in a tutti i suoi dipendenti nell’ambito di Primissima, iniziativa che permette di assistere gratuitamente a diverse pellicole presso l’Auditorium di Maranello. Il sito ufficiale di Maranello comunica che oltre 1500 persone hanno visto il film di Ron Howard: fra di loro anche alcuni protagonisti di quell’emozionante e drammatica stagione 1976, meccanici che all’epoca lavoravano nella scuderia.

I loro giudizi sono severi, la trasposizione cinematografica della vicenda non li ha convinti molto: “L’essenza c’è nel film, magari enfatizzata ma c’è – spiega Ermanno Cuoghi, capomeccanico di Niki Lauda -. E’ troppo accentuata sui piloti: ad esempio, è vero che Niki era un ottimo collaudatore ma non che inventasse le sospensioni” rivendicando orgogliosamente l’importanza della squadra dietro alla figura del pilota.

La pagella dei veterani non può quindi essere di larga manica (dalla sufficienza striminzita ad un incoraggiante 7+ o a un quasi 8) mentre sono decisamente più alti i voti dei più giovani che della vicenda avranno sentito parlare solo sui libri o dai colleghi più esperti. Su una cosa sono tutti d’accordo: Howard è stato capace di cogliere il senso di una vicenda sportiva e umana di due personaggi tanto diversi quanto complementari. Non resta che togliersi il dubbio andandolo a vedere.

Paolo Sperati su @Twitter @Facebook

Montezemolo su Rush “Gli interessi della Ferrari prima di quelli dei piloti”