Il motogp di Indianapolis è stato molto complicato per i piloti, non solo dal punto di vista delle temperature atmosferiche ma anche dal punto di vista della gestione della gara. Le cadute sono indicative di una situazione molto complicata in gara, in prova e nelle qualificazioni. 

Indianapolis è sicuramente una delle piste più complesse del motogp. L’appuntamento di quest’anno è stato caratterizzato dalle cadute che hanno coinvolto Barbera, Hayden e Stoner, dalla vittoria di Pedrosa che adesso si lancia all’inseguimento di Lorenzo per il titolo iridato, dall’ufficialità del passaggio di Rossi alla Yamaha.

Il campione di Tavullia non poteva rinunciare, nemmeno stavolta, alle sue esternazioni che tra l’altro da qualche mese a questa parte sono l’unico strumento che ha per essere sulle prime pagine dei giornali, visto che i risultati scarseggiano. Non è andata diversamente ad Indianapolis dove Rossi ha chiuso la gara in settima posizione.

La sua dichiarazione a bordo pista è stata l’ennesima occasione per criticare il lavoro del team di Borgo Panigale:

È stata una gara difficilissima. Speravamo di andare meglio, visto che in mattinata avevo girato sull’1’40″ alto di passo, invece poi soffro tanto con il caldo. In gara ho provato a stare dietro ai primi, ma la moto mi si è chiusa un paio di volte davanti e quindi ho pensato ad arrivare alla fine. In piste come questa, nelle curve a sinistra siamo più lenti del solito. Adesso speriamo di fare meglio nelle piste più amiche, dove l’anno scorso sono andato meglio con questa moto. Non è che dalla settimana scorsa il mio impegno sia cambiato. Purtroppo facciamo molta fatica già dalla prima gara in Qatar e, quindi è difficile promettere di fare qualcosa di importante: ci proveremo, ci sono sette gare e forse avremo un’altra occasione per fare meglio.