#RitornoalFuturo ha segnato la storia del cinema e non solo. Una trilogia capolavoro che lo scorso anno ha celebrato in tutto il mondo la data del 21 ottobre 2015, giorno in cui Doc e Marty approdavano nel futuro dopo essere sbarcati nel passato, il 12 novembre 1955. Un futuro fatto di macchine volanti, volopattini, autolacci, bar computerizzati, impronte digitali al posto delle chiavi e idratatore per cibo liofilizzato. Fatta eccezione per l’hoverboard e suoi affini, uno scenario piuttosto diverso da quello che stiamo vivendo da un anno a questa parte. Ma qualcosa in comune con il mondo attuale inevitabilmente c’è: in pochi decenni il pianeta è davvero cambiato, più di quanto ce ne possiamo accorgere ogni giorno. Anche e soprattutto nel settore auto e mobilità.

#RitornoalFuturo – due generazioni a confronto

In Mercedes-Benz, dove la strada dell’innovazione è stata intrapresa da tempo, hanno voluto sottolineare questo cambiamento con il maxi evento #RitornoAlFuturo sull’Autostrada del Sole, a poco più dai 50 anni dalla sua inaugurazione. Un viaggio di quasi 50 anni nel mondo dell’automobile in cui i protagonisti sono stati molti ambasciatori di innovazione della Stella: dall’Actros 1848 LS, l’avanzatissimo truck Mercedes contrapposto al suo antenato più celebre, l’LP 1620 del 1964; ma anche l’intera gamma Vans Euro 6 (Citan, Sprinter e Vito) a confronto con l’L 319 box wagon del 1965. Poi la nuova Classe E 220d Wagon, accompagnata dalle sue antenate 190 E del 1983 e la 200 E del 1984 fino alla splendida Mercedes 280 SE Coupé del 1968. Non poteva mancare la prima generazione della smart, che ha appena festeggiato il 18esimo compleanno con una limited edition, accanto alla nuova smart brabus.

Un confronto tra generazioni lungo due differenti itinerari, uno evocativo che ripercorre la suggestiva Autostrada Panoramica, l’altro innovativo e tecnologico attraverso la Variante di Valico, detta anche Direttissima, il nuovo percorso dell’Autostrada A1 tra Bologna e Firenze nonchè l’opera più imponente dal punto di vista tecnico, ambientale, finanziario mai realizzata in Italia da un’azienda privata (Autostrade per l’Italia, ndr). Due strade che rappresentano due diversi modi di vivere il viaggio, da quello più passionale ed emozionale a bordo di auto e camion d’epoca (sull’Autostrada Panoramica), a quello più funzionale, sicuro e veloci con gli ultimi innovativi veicoli sulla Direttissima. Una dicotomia che potrebbe mettere d’accordo, sulla stessa tratta, sostenitori e oppositori della guida autonoma.

#RitornoalFuturo – Mercedes 280 SE Coupé 1968

Comunque la si pensi in materia, il salto tra oldtimers e youngtimers è notevole. Nei pochi minuti alla guida della Mercedes 280 SE Coupé del 1968, caratterizzata da una livrea spettacolare e senza tempo, il guidatore riscopre la sua vera essenza: a riportarlo al centro del mondo sono un grande volante da tenere con due mani e ben saldo in curva, una frizione da domare, un duro cambio d’altri tempi a 4 marce, freno e acceleratore da dosare con cura. Ma anche il freno a mano sotto il volante, le luci quasi introvabili e invisibili mentre gli interni in pelle e radica che trasudano storia.

Scordatevi tutto il resto: chiusura centralizzata, vetri elettrici, aria condizionata e addirittura le cinture di sicurezza, obbligatorie in Italia solo dal 1988 (gli attacchi dal 1976 mentre l’obbligo in Francia esiste dal 1973, ndr). Non pervenuti i sistema di assistenza alla guida: l’unica assistenza è quella del guidatore o dei passeggeri e ce ne si accorge soprattutto in curva quando bisogna spostare e non poco la testa per dare un occhio agli specchietti retrovisori. L’esperienza di guida è però unica: il 6 cilindri in linea da 2,8 litri a benzina e i 160 cavalli sono una goduria e la ripresa è ancora ottima nonostante l’inevitabile presenza di rumorosità e vibrazioni.

#RitornoalFuturo – Mercedes Classe E 220d Wagon

La musica cambia, completamente, quando ci si mette al volante della nuova Mercedes Classe E versione 220d Wagon: un’astronave moderna, raffinata e confortevole, piena di comandi al volante e sul tunnel centrale, e dotata di ogni tecnologia disponibile sul mercato che va oltre gli ormai scontati airbag, ABS, ESP, Brake Assist, freno di stazionamento elettrico, servosterzo elettromeccanico a cremagliera e Cruise Control. Grazie a una moltitudine di radar e sensori Mercedes compie un primo passo verso la self driving car: il Drive Pilot, infatti, permette realmente la guida semiautomatica dall’autostrada alla città con il sistema di regolazione autonoma della distanza Distronic che mantiene automaticamente la distanza corretta rispetto ai veicoli che precedono e di seguirli. Tra gli altri ci sono anche l’assistenza allo sterzo nei cambi di corsia o durante le manovre di scarto, la funzione Steering Pilot che tiene la vettura in carreggiata, la frenata automatica di emergenza (Brake Assist) e il sistema di parcheggio autonomo con attivazione a distanza oltre al Traffic sign assist.

Gli interni presentano una qualità notevole accompagnati dalle luci nascoste e gli studi di interior design hanno dato un bel risultato. Tra intarsi in legno in chiave contemporanea o l’innovativo tessuto metallico schermo da 12.3″, c’è anche la possibilità di avere l’head up display. Il potente diesel da 194 cavalli presenta un rapidissimo cambio automatico a doppia frizione 9G Tronic di serie e uno sterzo che più diretto non si può. Le modalità di guida fanno il resto ma a fare la differenza sono soprattutto la sensazione di sicurezza (5 Stelle EuroNCAP), quella di qualità percepita, l’isolamento acustico e il comfort alla guida: in curva non si ha il minimo tentennamento e la stabilità dell’assetto e spegne sul nascere le oscillazioni grazie anche alle sospensioni pneumatiche di serie sull’asse posteriore con regolazione del livello con le sospensioni pneumatiche Air Body Control disponibili a richieste su entrambi gli assi.

#RitornoalFuturo – la sfida del CASE

Oltre al successo di car2go e mytaxi, il futuro del marchio va in molteplici direzioni che si racchiudono nell’acronimo CASE, Connected Autonomus Shared Electric: dalla nascita di EQ, prossimo marchio di veicoli elettrici del gruppo, al private to private renting fino al community-based parking e al Car-to-X, lo scambio su base radio di informazioni tra veicoli ma anche tra veicoli e infrastruttura del traffico in cui tutte le vetture comunicano tra loro. Un’ulteriore conferma della frase del fondatore Karl Benz “La passione per l’innovazione non muore mai” come dimostrano 130 anni di ricerca testimoniati da più di 90.000 brevetti registrati: “Daimler è uno dei pochi costruttori al mondo che può contare su un’abbondanza di prodotti, dalla smart ai truck – sottolinea Eugenio Blasetti, Press Relations Manager di Mercedes-Benz Italia -. Ma abbiamo disegnato anche uno scafo (l’Arrow 460 detta Mercedes-Benz del mare, ndr) e gli interni di un elicottero (l’EC-145 “Mercedes-Benz Style”). In 27 anni di carriera questo rappresenta un punto di svolta: tra il Salone di Hannover e quello di Parigi abbiamo capito cosa accadrà nel futuro. Non c’era miglior occasione di questa per ribadirlo”.

Curioso come l’evento si sia verificato nelle ore successive in cui i Chicago Cubs hanno vinto le World Series: un fatto che in Ritorno al Futuro parte II, del 1989, veniva previsto dal regista Robert Zemeckis e che mancava da 108 anni. Ironia della sorte era l’anno 1908, anno della prima vittoria in Francia in un Gran Prix di un’auto Mercedes.