Un processo diventato quasi una telenovela quello che vedeva imputati l’ex pilota di Formula Uno Eddie Irvine e Gabriele Moratti, figlio dell’ex sindaco di Milano. Venerdì 10 gennaio 2014 il procedimento penale, durato oltre tre anni e mezzo, si è chiuso per entrambi con una condanna a sei mesi di reclusione per l’accusa di lesioni (per essersi picchiati a vicenda)dopo la rissa scatenata in una nota discoteca milanese il 20 dicembre del 2008.

Secondo le testimonianze emerse durante il dibattimento la causa scatenante della lite sarebbe stata un messaggio spedito da Irvine a una ragazza che era da poco uscita da una relazione Gabriele Moratti. L’ex pilota britannico ha dichiarato di essere stato colpito con dei pugni in testa che gli avrebbero causato dei problemi a un timpano mentre Moratti sosteneva di essere stato ferito a un occhio con un bicchiere. I due si sono sempre rimbalzati le responsabilità davanti alla stampa.

Il pm aveva chiesto una pena di 7 mesi di carcere per entrambi gli imputati e il giudice ne ha levato solo uno, ma senza sospensione condizionale della pena. La Procura dovrà ora valutare l’ipotesi di falsa testimonianza per una serie di testimoni tra cui un ex maggiordomo dei Moratti e un bodyguard amico del figlio di Letizia. Fattori che fanno pendere l’ago della bilancia da parte di Irvine con il legale dell’irlandese che parla di una “parziale vittoria per noi” ma la difesa Moratti ritiene che la sentenza ha accertato che è stato Irvine a colpire Gabriele. Per conoscere le motivazioni si dovranno attendere i fatidici novanta giorni.

photo credit: schumachergirl1956 via photopin cc

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