La sharing economy inizia a riscontrare un certo successo. Un esempio vincente è quello di BlaBlaCar che consente di condividere viaggi di lunga percorrenza in vetture private. L’approccio alla sharing economy è lo stesso che dichiara di utilizzare Uber con il suo servizio UberPop ma non tutti sono d’accordo. E le critiche piovute addosso all’azienda americana, soprattutto da parte dei tassisti, danno lo spunto per cercare di spiegare le differenze tra i due servizi.

BLABLACAR
IDEA: sistema di social travel, cercare o offrire un passaggio
TARIFFA: variabile a seconda di quanto dista la destinazione
TRATTENUTA AZIENDALE: nessuna
PAGAMENTO: calcolato in anticipo ma direttamente in auto
DISTANZE: lunghe (media 320 km)
FEEDBACK: presenti verso guidatore e passeggeri
OBIETTIVO DEL GUIDATORE: dividere i costi del viaggio

UBERPOP
IDEA: servizio di trasporto tra privati
TARIFFA: fissa (minimo 5 euro), base di 2,50 euro più 49 centesimi ogni minuto
PAGAMENTO: a fine corsa a bordo della vettura anche con POS
TRATTENUTA AZIENDALE: non dichiarata ma circa il 20% su ogni corsa
DISTANZE: solitamente brevi e cittadine
FEEDBACK: presenti verso il guidatore
OBIETTIVO DEL GUIDATORE: ottenere un profitto dal costo del viaggio

UberPop passa dal servizio classico UberX (simile al noleggio con conducente) al ride sharing, ossia alla condivisione dei posti liberi della propria auto, come per BlablaCar, ma con una sorta di affitto dei posti che consente di ottenere dei profitti. Così si può cercaredi inquadrare la frase pronunciata tempo fa dell’assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran: “Non si discute sul fatto che sia istigazione a delinquere” perchè chi lucra sull’attività rischia di diventare un “tassista abusivo”.

Nel caso di BlaBlacar, infatti, si offre un passaggio a persone estranee per un viaggio che una persona avrebbe comunque fatto e per cui riceve una sorta di rimborso spese (il calcolo è fatto direttamente dal sistema interno per evitare ai conducenti di generare profitti). Nel caso di Uber, invece, un utente privato si mette a disposizione di estranei per condurli in luogo stabilito ricevendo un rimborso che supera notevolmente le spese imputabili al tragitto.

In attesa della nuova legge in materia da scrivere, il punto pare essere proprio questo: la differenza tra il ricevere un semplice rimborso ed essere pagati per un servizio offerto appositamente. Secondo molti, infatti, il ridesharing si usa solo per attività non commerciali. O forse, come ha ventilato qualcuno, BlaBlaCar si è salvata dalle critiche perchè fa una concorrenza molto limitata ai tassisti. Chissà se anche ferrovie, aerei e pullman possono affermare la stessa cosa.

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