Continuano le campagne di richiamo per le grandi casi automobilistiche. Ora tocca a Honda annunciare il richiamo di oltre due milioni di veicoli a livello globale a causa dei problemi all’airbag, gli stessi (malfunzionamenti vari, inclusa l’ipotesi di rischio di incendio) che hanno costretto Toyota poche settimane a intervenire su 2,27 milioni di vetture. Il richiamo riguarda la city-car Fit (in Europa conosciuta come Jazz) e poco più di un milione di veicoli in Nord America, 666 mila in Giappone e 154 mila in Europa. I problemi agli airbag difettosi, prodotti dalla stessa azienda, Takata Corporation, hanno spinto altri due gruppi giapponesi, Nissan Mazda, a richiamare rispettivamente 755.000 e 159.807 vetture circolanti.

Quello, in corso, è uno dei maxi richiami più discussi degli ultimi anni visto che il problema è condiviso con altri costruttori che negli ultimi dieci anni hanno utilizzato lo stesso componente prodotto dall’azienda fornitrice. La questione più rilevante pare essere quella dell’airbag passeggero su cui aveva puntanto il dito in passato l’NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration): “In caso d’incidente il gonfiatore dell’airbag potrebbe rompersi lanciando frammenti di metallo, con il rischio di ferire gravemente l’occupante del sedile passeggero o altri occupanti” aveva detto l’autorità.

Secondo Shigehisa Takada, amministratore delegato di Takata, il rischio presente è da ricondurre all’elevata umidità: “Crediamo che gli alti livelli di umidità in alcuni Stati sono fattori influenti. I nostri ingegneri stanno analizzando l’impatto che l’umidità può avere sul potenziale malfunzionamento del gonfiatore, così come altri possibili fattori”. I primi richiami delle auto prodotte tra il 2000 e 2005 non sembrano aver risolto il problema inducendo le case giapponesi a intervenire nuovamente per risolvere definitivamente la questione.

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