La lotta per il titolo iridato sembra ormai decisa tra le scuderie più importanti, quelle che possono investire parecchio denaro nella progettazione del telaio e del motore della monoposto. Ma anche fuori dal podio la battaglia è interessante.

Se lo spettacolo della Formula 1 si esaurisse nel podio, ci sarebbe ben poco da aspettare l’inizio di ogni gran premio. Invece quel che colpisce è la battaglia che sono capaci di scatenare i team più piccoli, un po’ all’ombra dei riflettori.

Sicuramente tra i team “minori” colpisce il posizionamento della Williams che dopo qualche anno in grande spolvero si è trovata ad affrontare la scorsa stagione una serie di insuccessi che non erano assolutamente in programma. Per il 2012 ha deciso di affidarsi ad un motore Renault e alla potenza al volante espressa da Pastor Maldonado e Bruno Senna.

Al di fuori del podio è da tenere in considerazione quel che potrà fare anche la Toro Rosso, una squadra che fa piacere vedere nel Circus perché è “tutta italiana”. La monoposto dei cugini della Red Bull, infatti, è stata progettata da due connazionali: Luca Furbatto e Giorgio Ascanelli.

In più per il 2012 ha liquidato la vecchia coppia di piloti Buemi-Alguersuari per affidarsi al giovane genio di Daniel Ricciardo e Jean-Eric Vergne. Adesso può mettere qualche spina nel fianco della Lotus e della Sauber, della Mercedes e della Force India.