Monaco è uno di quei circuiti automobilistici in cui il valore dei piloti è l’ingrediente principale per la vittoria. Di certo anche la “composizione” del tracciato è molto particolare e questo snodarsi tra le vie della città, impone delle modifiche. 

Le scuderie, ogni volta che devono affrontare il gran premio di Monaco s’ingegnano per garantire il maggior feeling possibile tra i piloti e vetture. Aver maturato durante le prove una confidenza intima con la vettura, aiuta a portarsi nei primi posti.

Sotto i riflettori di Monaco ci sono finite le migliorie tecniche della Red Bull che ancora una volta ha trovato un margine di flessibilità nel regolamento automobilistico, ponendosi proprio sul filo del rasoio.

In particolare Newey che non è certo un progettista di primo pelo, ha trovato vantaggioso affidarsi alle intuizioni della Sauber, messa a punto da Matt Morris.

I regolamenti impongono il divieto di soffiaggio e misure precise per i buchi nel retrotreno. Questi ultimi, almeno nella Red Bull, sono abbastanza grandi. Non si può parlare dunque di slot, ma di buchi e questo manda in crisi le altre scuderie.

Alla fine del gran premio monegasco si vociferava anche di un ricorso delle scuderie, infastidite dalla vittoria “illegale” di Webber, ma non si è arrivati a tanto.