Le Renault Zoe arrivano in Senato per sostituire le auto blu. Sono state presentate ufficialmente da Pietro Grasso, presidente di palazzo Madama, le quattro vetture elettriche della casa francese che prenderanno il posto delle tradizionali vetture istituzionali più costose e più inquinanti: “Nel rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico ci siamo attrezzati con le auto elettriche” ha detto Grasso durante l’inaugurazione accanto a palazzo Madama delle quattro auto elettriche, con appositi spazi di parcheggio e rifornimento di corrente, destinate agli spostamenti urbani a fini istituzionali.

Di fronte a palazzo Carpegna, in piazza S. Eustachio, ora ci sono ora quattro parcheggi con due colonnine collegate alla rete elettrica, contraddistinte da strisce e loghi verde smeraldo e il simbolo del Senato: “Si tratta dell’unica marca che possa essere acquistata via Consip – - ha aggiunto Grasso riferendosi alle Renault Zoe -: non è una nostra scelta, è il modo di acquisto autorizzato dalla Consip e l’unica marca che consente questo leasing”. L’alimentazione delle stazioni fa capo all’utenza elettrica del Senato, alle condizioni economiche offerte dalla Convenzione Consip per la fornitura di energia.

All’osservazione che in data odierna viene pubblicata l’enciclica sull’ambiente di Papa Francesco, la seconda carica dello Stato ha così replicato: “Certamente siamo in linea con queste aspettative”. All’evento erano presenti anche i senatori Questori Laura Bottici, Antonio De Poli e Lucio Malan. Fra le caratteristiche delle Renault Zoe, oltre alle zero emissioni inquinanti, anche sotto il profilo acustico, c’è il vantaggio di avere libero accesso alle zone a traffico limitato. E per lo Stato un risparmio garantito: un ‘pieno’ costerà intorno ai 4 euro (tasse comprese) per un‘autonomia fino a 150 chilometri e un costo al chilometro compreso tra 2,8 e 4,2 centesimi di euro, senza nessuna necessità di cambiare olio e filtri.

Il prossimo obiettivo è il risparmio dei consumi elettrici attraverso il rinnovo delle infrastrutture informatiche (server e postazioni di lavoro). Si tratta di un risparmio stimato in 310 mila kW/ l’anno con conseguenti benefici sia in termini di impatto ambientale – con minori emissioni stimate in circa 230 tonnellate all’anno di CO2 – sia in termini economici. Si punta al dimezzamento della bolletta dell’energia elettrica di Palazzo Madama, da 100.000 a 50.000 euro all’anno.