Una coppia di Renault Zoe per la Fondazione Santa Lucia. La casa francese ha consegnato due veicoli elettrici alla struttura ospedaliera, punto di riferimento in Italia per la neuroriabilitazione di pazienti con gravi deficit motori e cognitivi. I veicoli elettrici saranno utilizzati per le prove di guida a cui vengono sottoposti i pazienti prima di essere dimessi, per testare il loro livello di autonomia.

Integrata con l’attività di neuroriabilitazione, la Fondazione svolge attività di ricerca nel settore delle neuroscienze, con oltre 50 laboratori attivi presso il proprio Ospedale e il vicino Centro Europeo di Ricerca sul Cervello. Tra le principali patologie trattate, lesioni del midollo spinale, post-coma, ictus e malattie degenerative (in particolare sclerosi multipla e Parkinson).

“Salute e rispetto dell’ambiente sono due aspetti strettamente collegati - ha detto Stefano Tognoli, Direttore Comunicazione della Fondazione Santa Lucia -. Per questo abbiamo scelto di dotarci di veicoli a emissioni zero e di realizzare nei parcheggi della Fondazione colonnine per la ricarica di auto elettriche”.

L’Ospedale della Fondazione Santa Lucia ricovera oltre 2.000 pazienti all’anno, offrendo percorsi di riabilitazione ad alta specializzazione neuromotoria: Renault, azienda socialmente responsabile, pone particolare attenzione al contesto sociale in cui si inserisce, oltre che all’ambiente che la circonda, ecco perché siamo ancora più orgogliosi della scelta fatta da un istituto di eccellenza come la Fondazione Santa Lucia, di adottare due Renault Zoe, la berlina fiore all’occhiello della gamma dei veicoli elettrici ha dichiarato Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione & Immagine Renault Italia.

Tra i vari percorsi di riabilitazione trova spazio anche la Terapia Occupazionale, che si pone l’obiettivo di dotare il paziente della maggiore autonomia possibile in molte attività della vita quotidiana, prima del suo rientro a casa. Queste attività comprendono il ritorno al volante, che può essere facilitato da specifici ausili, ma deve innanzitutto avvenire nella massima sicurezza. Il paziente è, pertanto, sottoposto a test di guida, prima con simulatore e poi su strada.