Più di uno scooter, meno di un’auto. A emissioni zero. Con forme da navicella spaziale. Ecco in soldoni la Renault Twizy, la nuova citycar elettrica della Casa della Losanga, pronta alla commercializzazione. Due posti secchi in tandem, con quello per il passeggero non certo confortevolissimo ma comunque decente per affrontare brevi tragitti. Anche perché l’autonomia massima di 80 km (che diventano 50 se si spinge troppo sull’acceleratore) non permette di affrontare lunghi viaggi.

Osservandola bene non lascia certo indifferenti e le numerose fotocamere tirate fuori in tutta fretta al nostro passaggio ne sono un’ottima testimonianza. Come tutte le cose estreme o piace o non piace, le vie di mezzo non esistono. C’è chi la paragona alla BMW C1, che però viaggia su 2 sole ruote, mentre noi possiamo contare su una doppia coppia di pneumatici che ci donano un’ottima stabilità. Per altri il confronto è con le microcar, ma la piccola elettrica di Renault non ha portiere vere e proprie (ma solo 2 pannelli che coprono la parte inferiore) né tantomeno un impianto di riscaldamento. Cosa che nel periodo estivo può anche far piacere. Ma se, come successo durante la nostra prova, il cielo regala una fine ma continua pioggerellina unita a un vento fretto, la mancanza di vetri e riscaldamento si sentono. Eccome se si sentono. Non ci si può più nemmeno fidare del clima di Ibiza…

A bordo ci accoglie un sedile non comodissimo e regolabile unicamente in senso longitudinale, ma la posizione di guida è più che buona e, complici sterzo diretto e assetto ultraribassato, ci si sente a bordo di un go-kart. Il tutto grazie alle batterie alloggiate sotto il pianale, così che i 450 kg (pacco batterie comprese) della Renault Twizy rimangano ben piantati per terra. Si sente poi che nel progetto sono stati coinvoli anche i tecnici di Renault Sport: il feeling di guida è davvero appagante. Acceso, il motore elettrico della piccola francesina non emette che un flebile sibilo che aumenta con l’aumentare della velocità (che arriva al massimo a 80 km/h) e al quale ci si abitua ben presto. Sentire poi il cacofonico borbottio dei classici motori endotermici delle auto che ci affiancano nel traffico ci fa sentire molto “verdi”. Però con pioggia e vento che invadono indisturbati l’abitacolo entriamo un po’ troppo a contatto con la natura e non disdegneremmo affatto dei vetri a difenderci dalle intemperie. I motociclisti ci avranno ormai fatto il callo, mentre noi afecionados delle auto abituati ad essere protetti dai capricci del meteo ci sentiamo un po’ a disagio.

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In compenso passando di fianco ai vari distributori della benzina, con i loro prezzi ormai sempre più alti, sorridiamo pensando che per “fare il pieno” alla nostra Twizy basta attaccare la spina ad una normale presa elettrica e attendere 3 ore e 30 minuti per rimetterci in pista. Con sentiti ringraziamenti da parte del nostro portafogli. Grazie poi al motore da 17 CV e 57 Nm di coppia godiamo di uno spunto invidiabile e il divincolarsi nel traffico è uno scherzo. Inoltre, parcheggiare là dove altri nemmeno osano immaginare, è una vera goduria. Merito delle misure davvero minimal della Renault Twizy: 234 cm di lunghezza, 124 di larghezza e 146 di altezza e grazie alle portiere che si aprono verso l’alto non dobbiamo nemmeno temere di urtare le auto ai lati.

Per quanto riguarda i prezzi e versioni, la Renault Twizy sarà disponibile con 2 tipi di motorizzazioni: la “45” con propulsore da 5 CV e coppia di 33 Nm, capace di raggiungere i 45 km/h e dedicata ai maggiori di 14, parte da 6.990 in versione “Urban”: l’allestimento base. Nuda e cruda, non monta nemmeno gli sportelli, disponibili a pagamento (600 euro). La più costosa è la “Techinc” che richiede un assegno di 7.900 euro. Per la Twizy con motore da 17 CV invece sono necessari 7.800 (“Urban”), che diventano 8.100 per la “Color” e 8.700 per la “Techinc”, la più completa. Ci sono poi da aggiungere i 50 euro al mese per il canone di affitto del pacco batterie al litio da 6,1 kWh. La lista accessori a pagamento comprende sensori di parcheggio posteriori, Bluetooth, ingressi Usb e Aux-in e una borsa da porre sul sedile del passeggero.

Per concludere, la Renault Twizy è un’auto divertente da guidare, con quel “che” da go-kart e uno spunto da scooter che in città non guastano davvero. Peccato però, come detto da un pedone incrociato lungo il nostro giro in quel di Ibiza, la Twizy rimanga un “coche para el verano”: un’auto per l’estate. Andare in giro con il tempo avverso ci fa sentire come gli scooteristi e richiede un abbigliamento proprio per le 2 ruote. La città è il suo (unico) habitat e, nonostante il trovarsi fianco a fianco con le mastodontiche SUV ci metta un po’ soggezione, il potersi districare agilmente tra vie e viottoli è davvero un “plus” non da poco.