La definiscono citycar, ma è un’auto da corsa. Il concept Twin’Run della Renault è stato presentato in occasione dell’ultimo Gran Premio di Monaco di Formula 1. E’ la versione da gara della Twin’z, mostrata durante la recente Milano Design Week. Telaio tubolare, motore V6 da 320 cavalli montato in posizione centrale posteriore, derivato dalla Mégane Trophy: questa vettura si colloca sulla scia delle mitiche R5 Turbo e Clio V6. Il motore sviluppa una coppia massima di 380 Nm a 4.850 giri al minuto. La trasmissione sequenziale Sadev a 6 rapporti è abbinata ad un differenziale autobloccante a slittamento limitato. La frizione metallica bidisco è derivata direttamente dalle competizioni.

Il motore è sempre visibile, poiché è separato dall’abitacolo tamite un pannello in plexiglass. La ripartizione delle masse, 57% anteriore e 43% posteriore, consente un eccellente equilibrio; tale risultato è stato raggiunto collogando serbatoio, batteria, radiatore e servosterzo idraulico sotto il cofano.

Il telaio è stato messo a punto dalla Tork Engeneering; la struttura tubolare si avvale di acciaio ad alte prestazioni, traslato dal settore aeronautico e utilizzato nelle competizioni. Le sospensioni hanno uno schema a doppio triangolo ad asse indipendente. Gli ammortizzatori della Öhlins garantiscono stabilità e filtraggio delle vibrazioni. Le barre stabilizzatrici hanno un diametro di 22 mm all’anteriore e di 25 al posteriore.

Anche la carrozzeria parla il linguaggio delle corse: infatti è costruita in materiale composito di vetroresina poliestere, a cui si aggiungono rivestimenti in fibra di carbonio. Dal punto di vista aerodinamico, un diffusore convoglia il flusso d’aria sotto il pianale, e uno spoiler fisso fornisce carico ad alta velocità.

Il pilota francese Jean Ragnotti, vincitore del rally di Montecarlo nel 1981, descrive le sue impressioni a bordo della Renault Twin’Run: “A livello di assetto e comportamento generale, ritrovo un po’ le sensazioni della R5 Turbo. Il cambio è piacevole e la frenata ottima. Buona la motricità, con un motore molto versatile, equilibrato a qualsiasi regime, più morbido e grintoso della R5 Turbo. Insomma, un’auto particolarmente efficiente e al contempo facile da pilotare, diversamente dalla R5 che richiedeva una certa destrezza. Un’auto performante ma incredibilmente confortevole nei movimenti verticali, anche nelle zone di compressione, dove siamo ancora ben lontani dal limite di battuta. Le mancano solo pneumatici da corsa, per una maggiore aggressività. Lieve tendenza al rollio in curva ma niente sottosterzo. Progressiva, non riserva sorprese e le curve si prendono facilmente. Questa concept-car è una degna erede della Maxi 5 Turbo“.