Proprio mentre Bernie Ecclestone tuona sull’ipotetico ritorno dei motori V8 in Formula 1, ecco che la Renault ha realizzato l’evoluzione della tanto discussa power unit del 2015. Una notizia che alla Red Bull dovrebbero apprendere facendo il salti di gioia, ma che lascia tutti i membri del team di Milton Keynes con una certa perplessità.

Infatti, vista la scarsa affidabilità dimostrata dalla power unit fino ad ora, il rischio di rotture è dietro l’angolo, e questo potrebbe comportare un arretramento delle posizioni in griglia, ma, se le cose dovessero andare per il meglio, il gap da Ferrari e Mercedes potrebbe ridursi.

Alla Renault avrebbero utilizzato 11 dei 12 gettoni a disposizione per completare l’evoluzione 2015, quindi ci si aspetta un’iniezione di potenza sostanziosa che, se unita a risultati confortanti nelle ultime gare della stagione, potrebbe convincere la Red Bull a tornare sui suoi passi.

Insomma, siamo alla prova del nove, nella quale l’orgoglio e la capacità ingegneristica del Costruttore transalpino si incrociano con le aspettative, altissime, e la voglia di recuperare terreno della Red Bull. La miscela è altamente infiammabile, per cui è interessante capire se ad Austin le lattine volanti saranno equipaggiate con le power unit evolute o se verrà fatta una scelta più conservativa.

Questo scenario potrebbe complicare i piani della Ferrari, e di Vettel in particolare, perché se la Red Bull dovesse fare un improvviso salto prestazionale, potrebbe contendere il podio alla rossa, e togliere punti al tedesco con cui ha conquistato quattro mondiali nelle stagioni precedenti.

Vedremo cosa succederà, ma la questione motori in Casa Red Bull è sicuramente un argomento interessante in vista del prossimo gran premio, e potrebbe fornire spunti interessanti anche per la prossima stagione, dove tutti si attendono una Ferrari capace di contendere già dalle prime gare il successo alla Mercedes, e nella quale la Red Bull potrebbe tornare protagonista con i nuovi motori Renault.