Una Red Bull Mercedes dal 2016? L’ipotesi è stata avanzata nelle ultime ore dalla stampa tedesca e britannica e la trattativa per fornire il motore tedesco alla squadra anglo-austriaca non sembra poi così complicata. Toto Wolff, direttore esecutivo della Mercedes GP, si dice pronto a valutare un accordo per la fornitura delle power unit, uno dei talloni d’achille sulle monoposto di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat in questa stagione: “Ci sono molti aspetti da considerare – afferma Wolff -. Ad esempio cosa succederà se Renault acquisterà un proprio team? Continuerà a fornire i motori a Red Bull e Toro Rosso? E se così non fosse, cambierà qualcosa per noi? Fino ad ora li abbiamo considerati avversari”.

La scuderia anglo-austriaca utilizza dal 2007 motori forniti da Renault e l’accordo scadrà nel 2016. Difficile pensare che, in caso di permanenza in Formula 1, la Red Bull rinnoverà l’accordo con il costruttore francese vista la scarsa competitività della power unit. Più lecito pensare a un nuovo partner, magari alla Mercedes, che è anche il migliore sul mercato attualmente.

Niki Lauda ha smentito categoricamente un eventuale accordo: “Possiamo dare il motore a solo 4 squadre, e con tutte abbiamo contratti a lungo termine. Mateschitz poi ha sempre mostrato una certa animosità verso la Mercedes, non ne conosco i motivi ma è la realtà”. Oltre a Mercedes AMG, Williams e Force India, il quarto team potrebbe essere proprio la Red Bull visto che la Lotus, motorizzata Mercedes da quest’anno, potrebbe esser acquisita dalla Renault. La trattativa è serrata e l’annuncio potrebbe avvenire per il GP del Belgio con probabile gestione del team ad Alain Prost.

Le frasi di Wolff lasciano aperta la porta: “Finora non abbiamo avuto colloqui, ma è necessario considerare tutte le opzioni considerare tutte le opzioni”. Mercedes potrebbe fornire il proprio propulsore solo alla Red Bull mentre la Toro Rosso continuerebbe a correre con il motore V6 di Renault. Un’operazione che andrebbe ad accontentare entrambe le case e consentirebbe un divorzio consensuale senza nessuna porta sbattuta.

A Silverstone si era sparsa la voce da parte della stampa inglese che l’operazione potesse essere finanziata in parte dall’Aston Martin che si sta legando proprio a Mercedes AMG (che detiene il 5% delle azioni Aston Martin) per i propulsori delle sue coupé stradali. Il marchio di Gaydon tornerebbe in Formula 1 dopo la breve parentesi nelle stagioni 1959 e 1960. Qualche giorno fa anche Sergio Marchionne, in qualità di presidente Ferrari, non aveva smentito la possibilità di fornire i motori alla Red Bull.