Riflessioni sul rally di Sardegna 2014 per il team Hyundai Motorsport e sul futuro dell’avventura nel campionato mondiale, dopo le prestazioni interessanti di Thierry Neuville e Juha Hanninen prima dei problemi che hanno spinto indietro il belga e tolto dalla gara il finlandese, insieme alla corsa regolare del neozelandese Hayden Paddon. Tra una prova speciale e l’altra, Leonardo.it ha brevemente incontrato le due figure il cui lavoro è mettere insieme le capacità di tutte le persone che compongono il team: il direttore sportivo Michel Nandan e il direttore tecnico Nino Frison.

Michel Nandan non si lascia catturare da facili entusiasmi, mantenendo un pragmatico realismo: “In Sardegna molto del bel risultato nelle prime prove speciali arriva dalla buona scelta di gomme e dal vantaggioso ordine di partenza. Prima di poter conquistare la prima vittoria ci vuole ancora molto lavoro e qualche altro podio. Nei prossimi mesi procederemo a step evolutivi sul motore e sul telaio, mirati soprattutto sull’affidabilità. L’obiettivo per questa stagione è arrivare ancora sul podio. Per giocarsela realmente con la Volkswagen, ci vorrà ancora del tempo“.

Sul futuro della Hyundai i20 WRC, il team principal spiega: “Stiamo lavorando da gennaio sul progetto per la nuova macchina. E’ stata attualmente completata la parte di engineering e ora stiamo per costruire il primo prototipo, che verrà provato per la prima volta probabilmente ad agosto. Come per la macchina di quest’anno, il lavoro viene suddiviso tra la struttura della Hyundai Motorsport e quella della casa madre in Corea“.

Nino Frison, vicentino di Trivellato, è una vecchia conoscenza delle corse, prima su pista e poi nel rally. Partito dalle “antiche” vetture sport prototipi di gruppo C con Dallara nei primi anni ’80, è successivamente arrivato alla Formula 1 con l’Alfa Romeo, tra il 1983 e il 1984, nel periodo di passaggio di gestione sportiva tra Autodelta e Euroracing (Patrese e Cheever i piloti); affiancava Gerard Doucarouge e Gustaf Brunner nella sezione ingegneristica. Da qui il passaggio alla Ferrari, dove fu notato da Harvey Postlethwaite. A Maranello Frison ha lavorato sia per la Formula 1 che sul progetto Formula Indy, poi abortito. Ha successivamente assistito John Barnard e Giorgio Ascanelli. Dopo un periodo alla Benetton con Rory Byrne, l’ingegnere veneto ha partecipato ad uno studio della Mercedes per il DTM. Nel 1992 l’ingresso nel mondo del rally con la Toyota. Erano gli anni della Celica e di Carlos Sainz, Juha Kankkunen e Didier Auriol; tre titoli mondiali nel campionato costruttori e quattro in quello dei piloti. “E’ stata una bella soddisfazione” – rammenta Frison.

E oggi, da poche settimane, l’arrivo alla Hyundai: “Il rally di Sardegna è la mia prima gara con il team di Hyundai Motorsport. Per ora osservo. Se devo basarmi sulle mie esperienze passate, ciò che è stato raggiunto in meno di un anno è impressionante. Del resto, non mi sorprende, conoscendo Michel. Noi due abbiamo già lavorato insieme su altri progetti; è una persona con cui è semplice lavorare, è sufficiente un colpo d’occhio“.