Il Rally Montecarlo 2015 si svolgerà dal 22 al 25 gennaio nella prestigiosa cornice del Principato di Monaco. Su quelle strade 30 anni fa, Peugeot scriveva un pezzo di storia. Venerdì 1° febbraio 1985 il Leone per la prima volta vince il Rally di Montecarlo, la corsa più nota al mondo assieme alla 500 Miglia di Indianapolis e alla 24 Ore di Le Mans. E lo fa con la 205 Turbo 16. Dopo aver dominato con la 404 e la 504 le grandi classiche del continente africano, suo mercato d’esportazione principale, nel 1984 Peugeot entra nel Campionato Mondiale Rally affrontando le migliori Gruppo B, ossia le vetture tecnicamente più esasperate. Lo fa con la 205, il modello della grande svolta commerciale e produttiva, destinato a ringiovanire l’immagine del marchio.

La sfida del Peugeot Talbot Sport a Montecarlo

Il nuovo programma agonistico vede la nuova struttura Peugeot Talbot Sport con a capo Jean Todt (che ha appena smesso i panni del navigatore) e si concentra sulla 205 Turbo 16. Di questa ne dovranno essere prodotti 200 esemplari stradali necessari per l’omologazione in Gruppo B, e, secondo il regolamento del Mondiale Rally, almeno 20 in configurazione “evoluzione” destinata alle competizioni. Alla vigilia del Rally di Montecarlo, la nuova Peugeot 205 Turbo 16 è già una macchina vincente. Nell’84, dopo l’esordio al Tour de Corse, infatti, ha vinto le ultime tre gare iridate della stagione con Ari Vatanen-Terry Harryman, primi al 1000 Laghi in Finlandia e al RAC in Gran Bretagna, entrambe le prove su fondi sterrati, e il Sanremo, con i tipici asfalti liguri e i magnifici sterrati toscani.

Vatanen a 180 km/h in sbandata sulla neve

Ma il Montecarlo, dove si affronta la neve, presente su 25 delle 33 PS in programma, è una nuova e impegnativa sfida. La partecipazione all’edizione del 1985, la 53esima della serie, viene preparata con la massima cura. Al via ci sono Ari Vatanen-Terry Harryman (telaio C11) insieme a Timo Salonen-Seppo Harjanne (telaio C10) e Bruno Saby-Jean François Fauchille (telaio C6) con i quali Todt ha completato la squadra per la nuova stagione, dopo le trattative andate a vuoto con Walter Röhrl e Markku Alen. Il percorso di 3883 chilometri comprende 33 prove speciali per un totale di 860,7 chilometri. Vatanen parte subito alla grande e vince la prova d’apertura, sui 2 chilometri di Dunières. Poi è Röhrl, già quattro volte vincitore a Montecarlo, che prende il largo. A partire dalla terza prova del percorso comune, però, Vatanen attacca a fondo, marciando a 160-180 km/h in sbandata sulla neve nelle curve più veloci. Vince cinque PS e a Grenoble può già contare su un vantaggio di 2’04” sul campione tedesco, vantaggio che sale poco dopo a 3’19”.

Il colpo di scena con la penalità

Ma ecco il colpo di scena. Al controllo di Gap, Harryman sbaglia i calcoli e timbra con 4’ d’anticipo. Röhrl torna di nuovo in testa, e questa volta con ben 4’41”. La delusione s’impadronisce della squadra. “Gap…Hotel de la Paix, Vatanen e Harryman mi prendono da parte per annunciarmi una cosa spaventosa - ricorda Todt nel libro “205 Storia di una Sfida” -. Terry ha timbrato con quattro minuti d’anticipo. Nei rallies i minuti d’anticipo contano doppio. Il risultato è otto minuti di penalizzazione in tempo reale. Reclamo e mi metto a calcolare: numero di chilometri rimanenti della prova di classificazione, media dello scarto Vatanen-Röhrl. La posta è impossibile: Ari è condannato al secondo posto”. L’unico a mantenere i nervi saldi è proprio Vatanen che prima della partenza afferma: “Vinceremo comunque”. 

L’incredibile epilogo con Vatanen campione

Il percorso finale sarà più decisivo che mai. Le prime due PS vedono gli scratch di Biasion sull’unica PS interamente asciutta, e di Saby a La Couillole, dove Vatanen guadagna 22″ su Röhrl. Ora è il tedesco e il suo team ad innervosirsi e ci scappa l’errore clamoroso. Nella speciale Théniers-Toudon, i ricognitori consigliano gli slick. Röhrl nel tentativo di distanziare l’avversario di cui sente ormai il fiato sul collo, ci prova. Ma il rischio non paga e alla fine della PS accusa 2’23” da Vatanen che sale in cattedra e alla fine chiude con un vantaggio di oltre cinque minuti, in una classifica che vede al terzo posto Salonen e quinto Saby.  Per la Peugeot 205 Turbo 16 è il quarto en-plein consecutivo, con tre auto del Leone nella top-five a Montecarlo, che diventano addirittura cinque nelle prime quindici, grazie ai piazzamenti di Gardere (12°) con la 205 Turbo 16 Serie 200, e Ballet (15°) con la splendida Peugeot 205 GTI: “E’ il delirio - conclude Todt - talmente il Rally di Montecarlo rappresenta un simbolo magico. Mai un rally aveva conosciuto una tale intensità drammatica. Mai un pilota di rally ha ottenuto una tale prestazione. E’ uno dei più grandi”.

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