La Sardegna trema per la prossima edizione del Mondiale di Rally. Come ogni estate l’appuntamento isolano è in bilico per la conferma nel prossimo calendario iridato. Ma questa volta, come riporta il quotidiano ‘La nuova Sardegna’, sotto accusa non c’è la Regione con i suoi fondi mancanti ma la nuova politica degli organizzatori che, oltre ai soldi, vorrebbero maggiore pubblico e stanno pensando di spostare l’evento sulla penisola.

Giuseppe Dettori, imprenditore e pilota di spicco tra i driver isolani, lo dice chiaramente: “Passano gli anni ma la musica non cambia, ogni volta siamo qui a penare per poter vedere confermato il mondiale rally sui nostri sterrati. Sarebbe una grave perdita per tutta la Sardegna e in questo caso sarebbe solo colpa nostra, perché non si può perdere una manifestazione che pubblicizza la nostra isola nel mondo, e che regala al territorio un indotto consolidatosi negli anni. Mi auguro che i nostri politici si diano da fare, in primis la Regione e poi quelli locali, altrimenti sarebbe la fine di questa manifestazione”. 

Ma i politici, dopo aver esaltato la sei giorni internazionale di enduro che si svolgerà a fine settembre in Sardegna, non hanno ancora manifestato nessuna solidarietà nei confronti del rally mondiale. Una mano, però, potrebbe arrivare dal web dove un gruppo creato su facebook dal sassarese Giuseppe Pirisinu vanta già oltre 2800 iscritti.

“Il Mondiale rally deve rimanere in Sardegna”, questo il nome del gruppo, ha diffuso un documento in cui viene evidenziato che l’evento è in grado di dare un concreto aiuto alla destagionalizzazione turistica, in una regione in deciso affanno come la nostra. Una boccata d’ossigeno per il settore alberghiero e ricettivo, che in un periodo di crisi riesce comunque a occupare oltre 10.000 posti letto del sistema ricettivo isolano, con ricavi di oltre 6 milioni di euro, oltre l’indotto. Numeri a cui va aggiunta la ricaduta pubblicitaria in termini televisivi.