Esistono corse che, se vinte, ti introducono dritto dritto nell’olimpo delle leggende ed è quanto successo alla Peugeot 205 col Rally di Montecarlo datato 1° febbraio 1985.

IN CERCA DI SFIDE – Dominate le grandi “classiche” del continente africano, l’ingresso nel Campionato Mondiale Rally giunge un anno prima contro le migliori rappresentanti del Gruppo B, ossia le vetture tecnicamente più esasperate. Il nuovo programma agonistico si focalizza sulla 205 Turbo 16, di cui vanno prodotti 200 esemplari stradali per l’omologazione e almeno 20 in configurazione “evoluzione” destinata alle competizioni.

FORMA SMAGLIANTE - Dopo l’esordio al Tour de Corse, il modello conquista col duo Ari Vatanen-Terry Harryman le ultime tre gare iridate della stagione, quali il 1000 Laghi in Finlandia, il RAC in Gran Bretagna e, dulcis in fundo, Sanremo. Modo ideale per approcciare Montecarlo, dove si affronta la neve, presente su 25 delle 33 PS in programma. Massima la cura riposta nella preparazione, si presentano al via, oltre all’inossidabile coppia Vatanen- Harryman (telaio C11), Timo Salonen-Seppo Harjanne (telaio C10) e Bruno Saby-Jean François Fauchille (telaio C6).

PROVA DI CARATTERE – Miglior tempo segnato da Vatanen sui 2 chilometri di Dunières, Röhrl prende poi il largo. A partire dalla terza prova del Percorso Comune Vatanen attacca però a fondo, trionfa in cinque PS e a Grenoble può già contare su un vantaggio di 2’04”, salito poco dopo a 3’19”. Al controllo di Gap, Harryman sbaglia i calcoli e timbra con 4’ d’anticipo che riporta dunque Röhrl in testa, avanti di ben 4’41”. La delusione s’impadronisce della squadra, ma nel percorso finale comincia la pazza rimonta. Nella speciale Théniers-Toudon, i ricognitori consigliano a Röhrl le gomme slick nel tentativo di distanziare l’avversario, rischio non ripagato e alla fine Vatanen supera con 5’17” il diretto rivale, in una classifica che vede al terzo posto Salonen e quinto Saby.