Kimi Raikkonen esce allo scoperto. Se la Lotus non paga potrebbe saltare le ultime de gare. Anche ad Abu Dhabi Iceman ha preso in considerazione l’idea di non correre. Disertato il giovedì nel paddock, il finlandese (foto by InfoPhoto) si è presentato regolarmente ai box per le prime prove libere mostrandosi molto competitivo. Ma davanti ai giornalisti affronta subito il tema caldo, gli stipendi non pagati dalla scuderia inglese: “Servirà risolvere certe questioni per continuare. A me piace correre, ma capisco che parte di questo lavoro è business e se le cose non vengono risolte si creano situazioni sgradevoli. A un certo punto devi mettere una riga e se viene superata poi non sarà certo colpa mia”.

Da quando Iceman ha firmato per la Ferrari la situazione è andata via via peggiorando e lo scontro via radio con il capo degli ingegneri, Alan Permane, in India è stato un brutto episodio: “Vai fuori dal c….” gli aveva urlato mentre difendeva il terzo posto dal compagno Grosjean. “Non urlarmi, testa di c….” aveva prontamente risposto Kimi che ha analizzato la questione: “Alan è solo una piccola parte del problema. Non dovrebbe succedere ma ci sta. Però c’è tutto il resto. Non è bello sentirsi dire che non sei un uomo-squadra o che non lavori nell’interesse del team, quando hai preso zero euro tutto l’anno. Ci sono cose da discutere e poi proviamo a finire la stagione”.

Eric Boullier, responsabile del team Lotus, prova a smorzare i toni: “Kimi è qui, il resto non conta. Non posso dare una risposta completa, ci sarà una discussione tra Kimi e gli azionisti. Finché non entreranno nuovi investitori non posso dir niente. Noi cerchiamo di alzare il livello, ma per prima cosa dobbiamo proteggere i dipendenti. Raikkonen ha emozioni, non è un duro come sembra ma sarebbe stato bello proseguire una bella storia”.

Secondo Boullier i problemi economici non rigardano solo la Lotus: “I riflettori sono puntati su di noi, ma altre squadre sono messe peggio. Per essere competitivo devi spendere cifre che non sono più sostenibili se non per 2-3 squadre. Investi, prendi rischi e il prezzo sale. La soluzione sarebbe ridurre i costi e aumentare le entrate, e invece le spese aumenteranno ancora”.

Paolo Sperati su @Twitter @Facebook