Il campione del mondo Raikkonen, tornato alla Formula 1 dopo una parentesi nel rally, ha dimostrato di non voler stare a guardare e di lottare ad armi pari con i suoi ex compagni di podio. Peccato che non sia sostenuto nel talento da una macchina “del tutto performante”.

Raikkonen è stato considerato il fiore all’occhiello della Lotus, ma in questi primi sette appuntamenti validi per la lotta al titolo iridato, è stato fondamentale anche l’apporto di Grosjean che ha voluto riscattare il suo disastroso esordio nel Circus qualche anno fa.

Ma torniamo al pilota finlandese. È chiaro che si lamenti e si dica deluso perché in fondo la monoposto di cui dispone è giovane. Ha un sostrato aerodinamico molto interessante ma dal punto di vista meccanico devono essere fatti passi da gigante. In più bisogna lavorare molto sulla gestione delle gomme.

A parte tutto, Raikkonen sta facendo un ottimo mondiale, ha perso il primo gradino del podio, per due volte e per un soffio ma questo ha ingigantito le sue ambizioni. Boullier, però, ci tiene a mettere a tacere una serie di voci poco utili ai fini del clima ai box:

I piccoli problemi tra pilota e team fanno parte di un lavoro di conoscenza che è fisiologico quando si cambia tutto e si lavora daccapo con due nuovi piloti. Siamo una squadra giovane che sta facendo bene, le altre big hanno gli stessi driver da tanti anni e c’è un’intesa maggiore. Noi ci stiamo lavorando. Grosjean è quasi un rookie mentre Kimi è un talento, un campione del mondo, che ha il suo stile. E noi stiamo imparando a conoscerlo, a capire la sua guida per settare al meglio la monoposto secondo le sue necessità.