Un simbolo che porta fortuna va giustamente festeggiato. Quest’anno ricorrono i 90 anni dalla nascita del Quadrifoglio verde, emblema delle Alfa Romeo più sportive. Era il 15 aprile 1923. Si correva la Targa Florio e Ugo Sivocci vinse al volante di un’Alfa RL, precedendo Antonio Ascari che guidava lo stesso mezzo. Un altro di quegli esemplari fu pilotato da un certo Enzo Ferrari. Quella vettura fu la prima ad essere decorata dal mitico quadrifoglio, stampato su un quadrato bianco (è la prima auto in alto a sinistra nella foto).

Più tardi quell’anno, l’8 settembre Sivocci perse la vita a Monza durante le prove del Gran Premio d’Europa. La sua P1 quel giorno non aveva il quadrifoglio. La scuderia rimase piuttosto scossa da questo particolare. Fu così che dal 1924 ogni Alfa da competizione venne decorata con il quadrifoglio, questa volta su uno sfondo triangolare, proprio in memoria di Sivocci (il lato mancante del quadrato).

I successi sportivi negli anni furono tali che successivamente il simbolo fu adottato anche per alcune specifiche vetture di produzione, come la Giulia TI Super. Negli anni ’80 Quadrifoglio verde diventò anche parte del nome: fu applicato a 33, 75, Spider, 164, 145.

Oggi il quadrifoglio è vivo e vegeto e denota sempre le stesse caratteristiche: alta sportività e piacere di guida, “cuore sportivo”, come si diceva qualche tempo fa. Nella gamma attuale lo stemma fa bella mostra di sé sulla Giulietta 1.750 TBi da 235 cavalli; allo stesso modo conferisce lustro alla MiTo 1.4 MultiAir Turbo da 170 cavalli. In particolare, della piccola MiTo è stata allestita una versione speciale, la MiTo SBK Limited Edition, sempre col 1.4 da 170 cavalli, costruita in 200 esemplari.

Qui sotto un breve video che accenna alla lunga storia del Quadrifoglio verde.