Ayrton Senna è uno dei piloti più amati della Formula 1, un talento che ha lasciato le piste troppo presto, un po’ come Simoncelli, ma di cui si parla ancora anche in virtù dell’ingresso del nipote nel Circus. La Formula 1 è uno sport che suscita molte polemiche, che appassiona, che coinvolge, che ispira la fantasia di molti artisti. Per questo non stupisce che ad un grande pilota come Ayrton Senna sia stato dedicato anche un film. Peccato che la pellicola, prima ancora di essere diffusa, sia già al centro delle polemiche.

Ad alzare il polverone è Alain Prost che sarebbe stato ritratto come il cattivo della situazione. Il nuovo ambasciatore della Renault è impegnato in questo periodo in Russia dove si svolge una gara promozionale sul ghiaccio. Con lui ci sono anche Coulthard e D’Ambrosio che però non si sono espressi.

Molto dure le parole di Prost all’indirizzo degli sceneggiatori: non ho visto il film e non lo voglio vedere. E’ ritratto come il cattivo per quel che è accaduto in Giappone nel 1989 ma gli sembra esagerato anche il continuo richiamo al suo legame con Balestre, all’epoca Presidente della Fia.

Quel che stupisce è che il film sia stato realizzato con il contributo della Fondazione Senna che è controllata dalla mamma di Bruno Senna, sorella di Ayrton ma che annovera tra i membri del direttivo proprio Prost.