Il moto GP ha ancora il suo fascino e gran parte dello spettacolo è affidato alla maestria dei piloti. Basti pensare al sorpasso di Stoner su Lorenzo, è durato pochi secondi ma ha fatto discutere gli appassionati per diversi giorni.

Se però si spulciano le classifiche con un po’ di malizia si scopre che sono quasi sempre i soliti costruttori a fare il bello e il cattivo tempo, a determinare la classifica dal lato tecnico e non solo. È un po’ come dar ragione al buon Valentino Rossi che attribuisce l’opacità della sue performance soprattutto alla sua Ducati, una moto inadeguata ad affrontare le competizioni mondiali ad alti livelli.

Si arriva così ad un panorama noioso dove l’exploit della new entry è praticamente l’equivalente di una mosca bianca. E qui che assume valore la proposta di Marco Masetti, esperto di fama nazionale in ambito motociclistico.

Masetti afferma che liberalizzare l’ingresso di nuovi team e di nuovi costruttori nel moto GP potrebbe contribuire a rinnovare il settore. Il punto di partenza della sua proposta è il malfunzionamento del regolamento del CRT, troppo sottomesso ai “soliti costruttori”, in grado di limitare l’ingresso dei costruttori piccoli ma potenti.

Liberalizzare l’ingresso a chi rispetta le regole nella costruzione di moto e ha i soldi per iscriversi al campionato con tanto di team tecnico e piloti aggressivi, allora sì, vorrebbe dire cambiare il sistema.