Non è sempre colpa del prezzo del petrolio al barile se il costo dei carburanti aumenta mettendo in difficoltà l’economia domestica delle famiglie. Oggi si può tranquillamente dire che la benzina e il diesel, se sfiorano o superano gli 1,9 euro a litro, non è per il prezzo del greggio. 

Un’interessante infografica de Linkiesta, riportata anche da Yahoo!, spiega perché il prezzo dei carburanti in aumento non è legato prevalentemente al prezzo del petrolio sul mercato internazionale. Sulla rivista ci sono anche interessanti strumenti per imparare a risparmiare sui carburanti.

Facciamo l’analisi del prezzo della benzina prima e del diesel poi evidenziando in percentuale cosa determina il costo di questi carburanti.

L’Iva e l’accise al netto degli addizionali regionali, considerate insieme, influiscono per il 58% sul prezzo della benzina. Per 34,2% influisce il costo della materia prima e il restante 7,8 per cento è il margine lordo delle compagnie che si occupano di distribuzione e vendita dei carburanti.

Sul diesel, invece, il margine lordo delle compagnie aumenta fino al 12,5%, la materia prima rappresenta il 35,5% del costo totale del carburante, mentre la maggior parte del prezzo, il 52% è imputabile ad Iva ed accise.

L’Italia, insieme a Regno Unito, Olanda e Grecia è il paese in cui le tasse influiscono maggiormente sul prezzo dei carburanti. Nel Regno Unito il peso fiscale è del 60,9 per cento, in Olanda del 59,9% e in Grecia del 58,2 per cento.