Un aspetto molto affascinante delle moto da corsa è il grado di inclinazione che raggiungono in curva.

Vedere i piloti che appoggiano le ginocchia a terra per pennellare le curve, osservarli mentre si rialzano e assumono la posizione più aerodinamica in base al tracciato, è un vero spettacolo. La posizione in sella, comunque, va studiata. Se un pilota s’allena vuol dire che ogni giorno studia il modo migliore per rendere la moto più veloce.

Ogni dettaglio, anche la posizione assunta, è determinante per guadagnare metri. Alcuni piloti, lo si vede dai replay, si aggrappano letteralmente al manubrio e se non cadono è solo merito del fatto che sono campioni.

Toni Elias, o meglio il Toni Elias degli esordi, nell’affrontare le curve faceva delle manovre pazzesche: scivolava con il sedere sulla sella, avvitava il busto e si aggrappava al manubrio. Mantenere l’equilibrio in queste condizioni è davvero una sfida.

In effetti, i manuali studiati soprattutto per chi si appresta a scendere in pista su moto sportive “fai da te”, parlano di almeno quattro posizioni di base che il pilota deve conoscere per girare il più velocemente possibile, per mantenere l’equilibrio, per impartire istruzioni corrette alla propria moto: la posizione da rettilineo, quella da curva, quella in frenata e quella in accelerazione.