La Porsche rinnova un mito, la 911 Turbo, ma facciamo un attimo chiarezza: ora tutte le 911 sono sovralimentate, ma quelle al top di gamma, GT3 e GT3 RS escluse, sono indicate dalla sigla Turbo. La vettura, nelle declinazioni coupé e cabrio, verrà esposta a gennaio al salone di Detroit e sarà ancora più potente.

Il flat six biturbo da 3,8 litri, con la peculiarità di avere le turbine a geometria variabile, adesso è più potente di 20 CV, così la Turbo eroga 540 CV, mentre la Turbo S 580 CV. Tutto questo è stato possibile con modifiche alle testate, agli iniettori, e attraverso l’incremento della pressione di sovralimentazione. Inoltre, per la Turbo S ci sono anche nuovi compressori.

Va da sé che le prestazioni siano a dir poco esaltanti, visto che lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto, rispettivamente, in 3 secondi per la Turbo ed in 2,9 secondi per la Turbo S, mentre la velocità massima si attesta sui valori di 320 km/h per la prima e di 330 km/h per la seconda.

Come se ciò non bastasse, sul volante appare anche il manettino, retaggio di altre supercar, mentre il pacchetto Sport Chrono include il tasto Sport Response: una sorta di overboost che consente una risposta della vettura più rapida per un tempo di venti secondi.

Ma non è tutto, con la funzione dynamic boost, uno stratagemma che consente di lasciare costante il carico in camera di combustione nel momento in cui si tende a rilasciare il pedale del gas, si ha una risposta immediata dell’auto al minimo movimento del piede destro.

Insomma, tanti piccoli cambiamenti che si riflettono positivamente sulla guida, sulle prestazioni, e anche sui consumi, visto che quest’ultimi sono diminuiti di 0,6 l/100 km nel ciclo combinato.

Proposta a partire da 180.394 euro, la Porsche 911 Turbo, rivista in alcuni dettagli estetici, consente di divertirsi in tutta sicurezza in pista attraverso il PSM Sport Mode tarato appositamente per la guida in circuito, che consente una maggiore libertà dai controlli elettronici.