L’evoluzione del settore dell’automotive ha dato vita a nuove specializzazioni, a nuove esigenze lavorative, e così ecco che nuove figure si affacciano all’orizzonte, soprattutto con la diffusione delle auto elettriche che, in un modo o nell’altro, rappresentano il futuro.

Non è un caso infatti se la Porsche è in procinto di assumere altri 1.400 lavoratori nella zona di Stoccarda, allo scopo di realizzare la Mission-E, vista a Francoforte e prevista per il 2020. Un’auto rivoluzionaria, che segna un cambiamento profondo anche nella Casa di Zuffenhausen.

In particolare, si cercano esperti che hanno conoscenze radicate a livello di e-mobility, di digitalizzazione e di tutto ciò che concerne la connettività relativa alle auto. Ormai, si va verso la produzione digitale con l’obiettivo di modernizzare l’ambiente di lavoro come ha spiegato Andreas Haffner, uno dei membri del comitato esecutivo per le Risorse umane e gli Affari sociali del gruppo Porsche: “siamo nel pieno di quella che possiamo definire una guerra per i talenti: la nostra azienda vive una competizione diretta non solo con gli altri produttori, ma anche con i fornitori e le aziende IT, nella ricerca quotidiana di esperti validi. In questo contesto i soldi non sono sufficienti per attrarli”.