Esclusiva lo è sempre stata, data la tiratura limitata a soli 911 esemplari, ma pensare che la sportivissima Porsche 911 R potesse scatenare una vera e propria febbre da collezione a distanza di pochi mesi dalla presentazione era più che altro un semplice esercizio di fantasia. Eppure, è questa la realtà che si sta verificando presso pochi ma facoltosi appassionati, i quali si stanno contendendo i pochi pezzi a disposizione già tutti venduti fin dai primi giorni del debutto.

Frutto di un sapiente lavoro di commistione tra una normale 911 e l’estrema 911 GT3, la Porsche 911 R è diventata fin da subito oggetto da collezione grazie alle sue caratteristiche tecniche, con il classico cambio PDK delle versioni “standard” sostituito da un cambio manuale a sei velocità e accompagnato dallo stesso motore boxer della GT3, ovvero il 4.0 da 500 cavalli a 8.250 giri e 460 Nm a 6.250 giri.

Pur assicurando prestazioni da supercar, la sportiva di Zuffenhausen si presenta in veste niente affatto appariscente e punta tutto sull’essenzialità e sulla concretezza. Anche per questo motivo è diventata molto richiesta dai collezionisti, al punto che si sono registrate offerte da capogiro per convincere quanti sono riusciti ad entrarne in possesso finora a privarsene, ovviamente dietro lauta contropartita pecuniaria.

Voci circolate sul Web parlano infatti di trattative portate avanti presso alcune concessionarie inglesi per prezzi fino a sei volte superiori a quelli previsti dai listini ufficiali Porsche (che in Italia partivano da 195.339 euro). Pertanto, a quanto pare, ci sarebbero degli appassionati intenzionati a spendere oltre un milione di euro per entrare in possesso di una vettura diventata un classico nonostante la recentissima produzione.

Questo conferma l’enorme passione senza tempo che le automobili, soprattutto quelle che puntano sul puro piacere di guida, sanno ancora generare attorno a sé in un mondo in cui il concetto di mettersi al volante viene sempre più proposto al pubblico come un peso da evitare, magari delegando il compito a sensori e software vari, e non come un autentico momento di gioia.