Dal 15 novembre al 15 marzo (o 15 aprile nelle zone di montagna) la legge impone l’uso degli pneumatici invernali, e se qualcuno pensa che la trazione integrale possa essere una soluzione in situazioni insidiose, si sbaglia.

Come sottolinea Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma (l’associazione di categoria tra i produttori di pneumatici): “Le quattro ruote integrali aiutano soprattutto per la motricità, ma ad esempio nei tratti in discesa, quando il peso del veicolo può innescare l’effetto slitta sui fondi scivolosi, il pneumatico invernale aggiunge una buona dose di sicurezza e controllo”, e aggiunge “Quest’anno, per la prima volta abbiamo ricordato che esistono due tipi di pneumatici invernali con caratteristiche diverse, entrambi provvisti della marcatura M+S (acronimo di Mud & Snow, NdR), la marcatura che consente, in caso di ordinanze, di soddisfare gli obblighi di legge. Questa marcatura è una dichiarazione che fa il costruttore del pneumatico in fase di omologazione e può essere affiancata dal pittogramma di una montagna a tre punte con un fiocco di neve al centro, in acronimo 3PMSF (3 Peak Mountain Snow Flake, NdR)”, che contraddistingue le coperture invernali.

A La Thuile la prima prova è eseguita con due Fiat 500: un test di frenata con ABS inserito che mette a confronto pneumatici con caratteristiche medie e pneumatici invernali di recente omologazione. La 500 viene lanciata a una velocità di almeno 28 km/h, messa in folle e frenata con ABS inserito fino aduna velocità residua di 8 km/h. Si calcola la decelerazione media misurando la distanza percorsa e il tempo trascorso tra il momento in cui la velocità è di 25 km/h e quello in cui è di 10 km/h. Il risultato davanti ai nostri occhi è che il pneumatico più nuovo ha una frenata del 7% migliore rispetto al tipo medio.

La seconda prova è stata al volante di tre Alfa Romeo Mito a trazione anteriore equipaggiate con pneumatici di misura 195/55 R16. Il test è girare intorno a una rotonda, e fin qui tutto bene, ma le tre Alfa sono gommate differentemente. La prova si è svolta su un fondo completamente innevato e la prima vettura provata ha 4 pneumatici invernali nuovi. Il risultato è ottimo: offre le migliori prestazioni in aderenza, trazione, tenuta di strada, e il posteriore non si muove. Nel caso dell’equipaggiamento estivo, la vettura presenta invece problemi di aderenza e guidabilità. La vettura con equipaggiamento misto (ovvero gli M+S) in curva e in frenata, per la mancanza di aderenza dell’asse posteriore, può andare in testacoda. Il responso, dunque, è che la configurazione mista è la più pericolosa. Si dimostra così che l’equipaggiamento misto, anche se non esplicitamente vietato a termini di legge, è da considerarsi il peggiore, e quindi sconsigliato.

La terza prova è stata fatta con delle Range Rover Evoque gommate con tre tipologie di pneumatici invernali: M+S, estivo, con misura 245/45 R20. Il test riguardava le differenti caratteristiche di motricità da parte dei tre diversi tipi di pneumatico su fondo piano in presenza di neve al suolo. Tramite due fotocellule, la Evoque transita a bassa velocità sulla prima fotocellula; da questo punto si preme l’acceleratore a fondo corsa e si mantiene questa condizione sino al raggiungimento della seconda fotocellula. I diversi tipi di pneumatico danno luogo a differenti tempi di percorrenza dimostrando le motricità di ciascuna tipologia di prodotto. Il pneumatico M+S compie la stessa distanza nel 10% in più dell’invernale, mentre l’estivo impiega il 30% in più di tempo di percorrenza.

Ritorniamo al volante per una prova, detta della “rampa” (sempre innevata) con tre Volvo XC60 a trazione anteriore equipaggiate con pneumatici 235/65 R17. Durante il test la XC60 gommata invernale mostra garanzie superiori alla altre di motricità in salita e frenata in discesa, ma con le gomme M+S serve molta malizia, dosaggio di accelerazione e tenuta al volante, altrimenti in salita la vettura non sale – mentre con le estive le ruote girano a vuoto e la vettura resta ferma.

A concludere la giornata di test, la prova di “Handling“, che viene eseguita su un tratto di strada con neve e ghiaccio, alla guida di tre Jeep Renegade equipaggiate con pneumatici invernali, M+S ed estivi con misura 215/65 R16. Qui il percorso è misto in modo da poter confrontare il comportamento del veicolo in aderenza, frenata, salita partenza dopo arresto e guidabilità. Abbiamo prima provato la Renegade gommata M+S, alla prima frenata la vettura ha scivolato; subito dopo una salita abbiamo provato la partenza e ha tardato ad andare nella traiettoria, e anche provando a frenare con decisione più volte, la sensazione è sempre stata di insicurezza assoluta (da tener ben presente con neve e ghiaccio). A bordo della Renegade con pneumatici invernali fin dalla partenza, con l’inserimento della prima marcia, abbiamo provato sicurezza, con una frenata e una partenza in salita decisamente perfetta. La prova con l’equipaggiamento estivo, invece, non permetteva nemmeno di toccare il freno, pena lunghe scivolate.

A test compiuti possiamo confermare che vincono gli pneumatici invernali: offrono le migliori prestazioni in frenata e tenuta di strada, cioè le migliori condizioni in termini di sicurezza stradale. Da qui la considerazione che un treno completo di pneumatici invernali non rappresenta un costo supplementare, in quanto il suo uso nel periodo prescritto sostituisce il consumo delle gomme normali negli altri mesi dell’anno.