Marco Melandri ha fatto capolino ieri a Pitti Uomo, la tradizionale kermesse della moda che in questa edizione ha messo in mostra il suo lato motocliclistico. Accompagnato dalla storica fidanzata Manuela Raffaetá, modella di casa su queste passerelle, il pilota ravennate della BMW è stato ospite della Gazzetta dello Sport con cui ha rievocato molti dei suoi ricordi a partire da Natale 1986, quando i miei genitori mi regalarono il Malaguti 50 che é stato il mio primo amore

Anche il Mondiale 250 vinto è un ricordo lontano: “Sembra appartenere a un altra epoca. E dopo mille secondi posti sarebbe ora di tornare a vincere. Nei sei round disputati me ne sono successe di tutti i colori ma sono ancora nel gruppo, significa che si puó ancora fare”. Quel Mondiale SBK che lo vede sempre protagonista ma da cui vorrebbe presto ottenere un titolo mondiale per arricchire il suo palmares. Tra due settimane si corre il round di Imola: “Una vita fa ho assaggiato uno dei miei primi podi Mondiali. Era il 1998 e correvo nella 125. Bellissima, tecnica: devo recuperare terreno su Guintoli, puó essere l’occasione giusta”.

Oltre a un pensiero per l’indimenticato Marco Simoncelli, Macio analizza il momento difficile di Valentino Rossi. “É stato un grande campione, ma per i piloti della mia generazione é diventato un problema perché anche i migliori sono diventati comprimari dell’attore principale. Adesso i tempi sono cambiati anche per lui, ma finché si diverte fa bene ad andare avanti”. Nessuna paura che avanza con l’età: “Conviverci é fondamentale anche nella vita normale perché delimita il limite da non oltrepassare mai. Sappiamo di fare uno sport pericoloso ma il destino di ciascuno é scritto”.  

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