Missione compiuta. Il Peugeot World Tour è arrivato alla fine del mondo. Dopo 19 tappe, 2354 chilometri e 22.546 metri di scalata, Andrea Tozzi e la sua bicicletta Peugeot RSM01 “Solaris” sono entrati in Ushuaia, la città più a sud del mondo, capoluogo della provincia argentina della Terra del Fuoco. La spedizione in solitaria numero 3 del Peugeot World Tour, dopo l’intera Patagonia cilena ed argentina, ha così conquistato l’altro mondo con 2 tappe di anticipo sulla tabella di marcia programmata. La sua ultima spedizione-avventura in compagnia del Leone si è dipanata nel meraviglioso contesto della foresta pluviale e del plateau montano della Cordigliera delle Ande meridionale e ha rappresentato – per le eccezionali condizioni climatiche e del terreno – una sfida straordinaria per l’atleta e per il suo mezzo meccanico.

Peugeot World Tour, l’approdo in Terra del Fuoco

Nonostante le difficoltà, entrambi hanno completato l’intero chilometraggio previsto senza alcuna caduta e senza nessun intervento tecnico sulla mountain bike configurata con setup bikepacking e caricata con 23 chili di materiale. Il traguardo finale di Ushuaia, la città ai confini del mondo e traguardo dell’ennesimo capitolo del Giro del Mondo Peugeot, è stata quasi una liberazione: “Sotto un sole insolitamente vivace ho affrontato i tanti tornanti con pedalata decisa, quasi rabbiosa, finché alla mia destra è comparso finalmente un cartello verde che mi diceva che ero arrivato allo scollinamento di Paso Garibaldi, il passo dedicato all’eroe dei due mondi – ha spiegato il 37enne toscano -. È lì che ho percepito che la fine del mondo, e del mio viaggio, era ormai vicina. Un angolo del mondo ancora oggi splendidamente desolato, non facile da raggiungere”.

Peugeot World Tour, il rimpianto Capo Horn

Le condizioni delle gomme della bici hanno complicato l’impresa: “Sebbene fossero artigliate adesso non hanno più neppure un briciolo di battistrada. La Patagonia consuma, usura, si prende tanto, ma fa vivere al massimo e rendi liberi. A quel punto, mi sono seduto a farmi scaldare dai raggi di sole. Intorno a me un gruppetto di motociclisti che esibivano adesivi da tutto il mondo, altri in jeep, altri ancora in camion. E poi c’era una bici, una Peugeot, piena di polvere e di storie, che arrivava da altrettanto lontano”. Tozzi ha un piccolo rimpianto, il traguardo mancato Capo Horn: “Lo immaginavo il traguardo simbolico della nostra terza spedizione. Invece, è rimasto per me un luogo sospeso, impossibile da raggiungere per la selvaggia forza della natura. Quella roccia temuta dai marinai e che volevo raggiungere con tutto me stesso, rimane per ora un posto indefinito nella mia mente. E chissà, potrebbe essere un buon motivo per tornare laggiù, un giorno”.

Peugeot World Tour, aspettando la Nuova Zelanda

Lasciata la Patagonia, recuperate le energie, messo ordine ad appunti e fotografie, Andrea è già al lavoro per pianificare l’atto conclusivo del Peugeot World Tour. In Nuova Zelanda ci sarà l’ultima spedizione in programma per questa estate: “Il tracciato, sebbene ci siano già diverse alternative, è ancora completamente da decidere. E l’inverno australe, stavolta, richiederà scelte ancor più attente e scrupolose. Insomma, il lavoro è tanto, affascinante e senza dubbio appagante. Meglio iniziarlo subito!”.