Ha preso il via oggi, sabato 12 aprile, il Peugeot World Tour, un nuovo capitolo dell’avventura che vede insieme Peugeot Italia ed il toscano
Andrea Tozzi. Un viaggio-scoperta attorno al mondo che parte dalla capitale del Marocco, Marrakech, e si concluderà il 30 agosto 2015 ad Auckland, in Nuova Zelanda. Quattro tappe, tre in bici, una Peugeot RSM01, e una in auto, una Peugeot 2008, per un totale di circa 27mila chilometri attraverso 22 Paesi dei cinque Continenti, lontani e differenti fra loro non solo geograficamente, ma anche culturalmente, nei colori e nei costumi.

Un’impresa che richiama ai concetti di mobilità ed emozione, come indicato dalla firma del marchio Motion&Emotion, che ha visto lo scorso anno la leggendaria vittoria della Pikes Peak e in attesa della grande sfida d’inizio 2015, la nuova partecipazione alla massacrante Dakar. Avventure che hanno sempre al centro l’impegno fisico e mentale dell’uomo-atleta, accompagnato dai mezzi del Marchio, biciclette o automobili, poi raccolte e raccontate nel Peugeot Road Experience (tra questi ci sono Arc to Arc, TransAmerica, Donne al Volante, Mongol Rally).

L’osservato speciale sarà ovviamente Andrea Tozzi, già protagonista dell’Arc to Arc e della TransAmerica, uno dei “polpacci” più noti dell’Ultracycling, specialità ciclistica in cui i praticanti percorrono diverse centinaia di chilometri in un tempo prefissato, in completa autonomia, senza alcun supporto e mezzi al seguito. Compagne di viaggio dell’atleta toscano saranno, per una tappa, la city crossover Peugeot 2008 e, per le altre tre, la mountain bike Peugeot RSM01 ‘Solaris’, una mbk da 29″ con ammortizzazione anteriore.

Il telaio in carbonio, unito alle geometrie della bici, garantisce un peso di circa 9,7 chili nell’allestimento Peugeot World Tour”Garantisce il massimo comfort in sella anche su percorsi off road: “Le novità nell’allestimento includono una particolare configurazione del mezzo in cui non ci sono borse laterali - spiega Tozzi-. Il peso del bagaglio (tenda, sacco, vestiario tecnico e ogni altro equipaggiamento tecnico atto a garantire l’autosufficienza), molto contenuto e minimale, è distribuito in modo uniforme su avantreno e retrotreno. La bici, seppur zavorrata, garantisce una perfetta manovrabilità anche nell’offroad più impegnativo”.

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