Metà auto, metà motocicletta. Una fusione vincente a cavallo tra fine XIX e inizio XX secolo che ha fatto la fortuna di Peugeot Tipo BP1 Bébé.

PIACEVOLE SCOPERTA

Siamo nel 1913 quando al Salone dell’Automobile di Parigi Peugeot presenta un nuovo modello che otterrà un grande successo popolare: la Tipo BP1 (Bugatti-Peugeot 1) nominata “Bébé Peugeot”. La vettura posiziona il costruttore nel segmento delle cyclecars: è infatti una torpedo a 2 posti, con un peso a pieno carico di 350 kg, molto corta e relativamente larga, il che le conferisce un senso di mezzo importante, ma in miniatura. Il suo motore è un monoblocco a 4 cilindri in linea, con valvole laterali di 855 cc, che consentono una velocità massima di 60 km/h.

STRETTO IL PATTO

Il progetto viene proposto a Peugeot da Ettore Bugatti. Il designer e imprenditore italiano, fondatore della nota casa, non dispone delle risorse per la produzione di un veicolo in grandi numeri. Le piccole dimensioni non risultano inoltre compatibili con l’immagine del suo brand, sportivo e riservato alle alti classi sociali. Senza esitazione, Robert Peugeot conclude l’affare e sottoscrive il contratto il 10 agosto 1911. Le Bébé saranno costruite a Beaulieu, riconoscendo a Bugatti una commissione a scalare da 150 a 80 Franchi Francesi a vettura. Bugatti, tentato dalla scommessa, chiede l’autorizzazione di fabbricare gli stessi modelli col suo logo, accettando di venderli a prezzi ribassati, in modo da evitare una concorrenza inutile. Pur ottenuta l’autorizzazione, alla prova dei fatti non produrrà però mai la Bébé col suo marchio. La Peugeot inizia a costruirla nel 1913 e durante l’anno seguente la vettura riceve un cambio a 3 velocità, ma poi la guerra rallenta la produzione che termina nel 1916 una volta realizzati ben 3.085 esemplari, dei quali 94 giunti in Italia attraverso l’importatore Cesare Picena di Torino.