Le grandi scoperte sono frutto spesso di migliorie ai prodotti dal notevole potenziale, tuttavia incompleti. Emblematico il caso Peugeot , “madre” della Tipo 3, la prima vettura costruita in piccola serie.

INCONTRO CRUCIALE – Da molto tempo, Armand è in affari con gli stabilimenti Panhard & Levassor che si trovano a Parigi in Avenue d’Ivry e intrattengono rapporti molto stretti con i motoristi tedeschi tra cui Gottlieb Daimler, specializzato in unità termiche. Emile Levassor, rappresentante esclusivo di Daimler per la Francia, inizia a fabbricare il propulsore a petrolio bicilindrico a V di 565 cc. Nel novembre del 1888, Armand invita Levassor e Daimler a Valentigney. Quest’ultimo arriva a bordo della sua Victoria, un veicolo equipaggiato col vecchio monocilindrico Daimler. Armand lo osserva attentamente e ne rimane deluso: la macchina è “troppo pesante, con un cattivo rapporto peso potenza che gli impedisce di superare salite oltre il 3%”. L’avvenire si costruirà però attorno al bicilindrico a V che Armand desidera montare sulla Peugeot Tipo 2, questa volta un quadriciclo nel quale sono evidenti le evoluzioni della tecnologia tra le due e le quattro ruote. Peugeot con questo mezzo dimostra la sua capacità innovativa come telaista. La Tipo 2 viene fabbricata in tre esemplari.

ARRIVA IN ITALIA – Questi veicoli corrispondono alle prime automobili Peugeot che nascono contemporaneamente alle prime Panhard & Levassor e Daimler, i tre marchi che passano alla storia come i primi costruttori di automobili al mondo. La vera vettura che permetterà la diffusione del brand Peugeot è la Tipo 3, realizzata tra il 1891 e il 1894 in ben 64 pezzi. Il 25esimo prodotto diventa la prima auto a circolare in Italia. Trattasi di un quadriciclo, pesante circa 500 kg, che può raggiungere i 18 km/h con posti vis à vis lungo 2,5 metri, motore bicilindrico Daimler di 565cc che sviluppa 2 Cv a 1.000 giri, accensione con tubi di platino, cambio a 4 marce e trasmissione a catena.