I camion contribuiscono assai all’attività lavorativa di innumerevoli guidatori, caratterizzati da una lunga storia nella quale Peugeot ha giocato un ruolo fondamentale. Suo primo modello di questa tipologia il Tipo 22.

NOME SEMPLICE, RENDIMENTO ELEVATO – I produttori trattano questo veicolo con una strategia commerciale simile agli altri esemplari realizzati nel recente passato. L’identificazione delle vetture Peugeot avviene comunemente attraverso una numerazione progressiva che scandisce il tipo-modello fino al 1929, anno in cui si deciderà di identificare i relativi prototipi con tre cifre e lo zero in mezzo. Scelta che potremmo definire tradizionale, contrapposta al coraggio nell’avventurarsi in una fascia sconosciuta e della quale sono imprevedibili i risultati nelle vendite. La produzione avviene solo in 5 esemplari tra il 1898 e il 1900 a Audincourt. Come tutti i mezzi dedicati al lavoro l’elemento chiave è la portata e gli sforzi degli sviluppatori conducono a una capacità di trasporto stabilita a 1.000 kg. Le aziende e gli artigiani vengono dunque decisamente agevolati durante le varie operazioni, una qualità che non può ovviamente passare inosservata.

LE CARATTERISTICHE DEGNE DI NOTA – Piuttosto che concentrarsi compulsivamente sugli abbellimenti estetici, gli sforzi maggiori riguardano la meccanica. Gli utenti hanno bisogno più che mai di praticità e possono contare come motore sul classico Peugeot a cilindri orizzontali con potenza che, a seconda delle versioni, varia tra i 6 e gli 8 cavalli. La cabina (aperta) è avanzata e il piano di carico posteriore, le ruote anteriori hanno un diametro di 90 cm mentre quelle posteriori di un metro. Il campione vanta la maggiore lunghezza finora ad allora registrata dalla Casa transalpina, fissata a 2.900 mm. La velocità con due persone a bordo passa dai 15 ai 18 km/h. Con questa nuova uscita, Peugeot mostra pure agli scettici quanto l’industria dei motori abbia le credenziale adatte per influenzare il mondo dei trasporti.