L’auto ha sì valore pratico, ma permette anche di affermare il proprio status sociale. Entriamo nel campo del lusso, per cui la clientela richiede verso la fine degli Anni ’20 motori a 6 cilindri. La Peugeot presenta così, al Salone di Parigi del 1927, la Tipo 183, meglio conosciuta come “12-Six”.

AUMENTO DI CAVALLI

La società transalpina mette in gamma ben due modelli, Tipo 183 e 184, con propulsore a foderi tipo RA2 (65×100 mm) 1.991cc, cioè senza valvole, una tecnologia molto in voga all’epoca che propone grande silenziosità di marcia, anche se a discapito di un elevato consumo di olio. La 12-Six, equipaggiata con un propulsore di 1.991 cc a 6 cilindri, eroga inizialmente 38 CV – a 3.000 giri – per poi passare ai 47 CV di potenza. Queste le sue altre caratteristiche tecniche : frizione a disco, cambio a 4 marce, trasmissione a cardano, ponte con coppia conica 9×55, sterzo a vita senza fine, freni a tamburo da 300 mm sulle 4 ruote, ammortizzatori a frizione, passo 2,92 m, carreggiata a 3,05 m, lunghezza 4,58 m, velocità 90 Km/h.

MITO U.S.A.

Ispirata alle bellezze americane assai di moda all’epoca lungo l’intero Vecchio Continente, la 12-Six si rivela una vettura eccezionale che rispecchia i gusti di quel periodo, realizzata in versione a 5, 7 posti, torpedo 6 posti, berlina 5 posti, cabriolet e coupé. La crisi del 1929 mette però fine ai veicoli lussuosi di fascia media, anche se la fabbricazione proseguirà, dopo Audincourt, presso lo stabilimento di Sochaux fino al 1931. Il resoconto finale è di 2.998 esemplari costruiti nel biennio 1927-1928 tra la Tipo 183 e Tipo 183 A. 9.638 quelli invece prodotti dal 1928 al 1931 tra Tipo 183 C e 183 D, quest’ultimo l’unico a non provenire da Audincourt, ma bensì da Sochaux.