Peugeot ci ha sempre, o quasi, visto giusto. Fare prodotti di qualità è insufficiente se vuoi accontentare una vasta clientela. Coraggio e volontà di sporcarsi le mani, ovvero costruire esemplari non confacenti a gamme di alto bordo, possono alla lunga condurre a risultati spettacolari. Conosciamo assieme la storia del Tipo 114.

ASCOLTATA LA DOMANDA DI AGRICOLTORI ED ARTIGIANI – Sin dal 1908 il marchio, simbolo della grandezza francese su scala internazionale, caratterizza la sua gamma includendo anche mezzi “pesanti” ed infatti già alla fine del ‘900 sono presenti sul mercato 2 veicoli da trasporto: il Tipo 12, un omnibus da 5 posti e il Tipo 13, per la consegna di merci. Successivamente la gamma si diversifica: le motorizzazioni aumentano di cilindrata e di potenza. Nel 1900 la produzione è centrata nei due stabilimenti di Audicourt e Lille. In quest’ultimo viene avviata la fabbricazione del Tipo 32, trattasi di un mezzo che permette di rispondere alla domanda di agricoltori ed artigiani che desiderano un veicolo polivalente e funzionale, fornito in due versioni da 8 o 12 CV.

POCHI FRONZOLI, TANTA CONCRETEZZA – Proprio qui comprendiamo la natura polivalente della Casa che nel suo processo di evoluzione tiene ampiamente in considerazione le necessità delle classi lavoratrici. Il pragmatismo ha molto più valore della bellezza, spesso fine a sé stessa, e così gli anni futuri vengono dedicati a progettare nuovi modelli con carico superiore ai 1.500 kg. Un periodo determinante per gli sviluppatori, che presentano parecchie motorizzazioni ad utilizzo sempre più professionale e confacente alle attese. Passo dopo passo risulta evidente il loro obiettivo fino al 1908, anno che segna inevitabilmente l’industria dei motori con la realizzazione del Tipo 114, il primo autocarro da 22 CV e 2 tonnellate di carico utile, destinato alle imprese ed equipaggiato col propulsore 4 cilindri EM da 2.800 cc.