In questi giorni passato, presente e futuro s’incrociano attraverso due condotti temporali particolarmente cari agli appassionati dell’automobile: rally e Peugeot. Domenica 16 marzo il museo storico dell’Aventure Peugeot chiuderà l’esposizione speciale nei padiglioni di Sochaux dedicata all’epopea della casa del leone nel rally. Lo stesso giorno, in Italia, sulle strade della Garfagnana si concluderà il rally del Ciocco, in cui il supercampione italiano Paolo Andreucci avrà portato al debutto mondiale la nuova Peugeot 208 T16.

La redazione di Leonardo.it, in visita al museo di Sochaux, ha potuto ripercorrere la grande avventura della marca francese nelle corse su sterrati, neve e tornanti. Il museo ospitava temporaneamente una collezione di 20 esemplari tra i più memorabili. Indossiamo quindi caschetto di cuoio e occhiali d’aviatore per salire sulla vettura da cui tutto è cominciato: la Peugeot 172 R Torpedo Grand Sport del 1925. La Coppa delle Alpi, il Tour de France e la Mille Miglia furono le sue principali arene.

Facciamo un salto di circa 40 anni. E’ il 1966, l’Africa diventa una delle mete più suggestive; ecco quindi cimentarsi tra le sabbie la 204 Berline Rallye che vinse l’East African Safari del 1967. La sua erede fu la 504 Coupé V6 Rallye che dominò le corse africane dal 1976 al 1982; Jean Pierre Nicolas, Alain Ambrosino e Timo Makinen furono i piloti che siglarono quei trionfi.

Arriviamo agli anni ’80: l’era della Parigi-Dakar e della Peugeot 205. L’epoca dei mostri del Gruppo B (Lancia Delta S4, tanto per ricordarne una). Il motore posteriore centrale della 205 T16 Rallye Groupe B scaricava a terra l’impressionante potenza di 430 cavalli a 7.500 giri. Questa vettura vinse il mondiale rally nel 1985 e 1986, pilotata rispettivamente da Timo Salonen e Juha Kankkunen. Vietate nel mondiale dall’anno successivo, le ex Gruppo B trovarono nell’Africa il palcoscenico privilegiato. La Peugeot adattò la vettura alle condizioni estreme dei safari; nacque quindi la 205 T16 Grand Raid Paris-Dakar. Depotenziata a 360 cavalli e caricata di un serbatoio supplementare di benzina, quest’auto vinse la Dakar nel 1987 con Ari Vatanen e nel 1988 con Kankkunen.

Fu sostituita dalla 405 T16 Grand Raid, che ottenne tra il 1988 e il 1989 sette vittorie nelle gare africane, tra cui la Dakar del 1989, sempre pilotata da Vatanen. Il “finlandese volante” trionfò con questa vettura anche nella spericolata arrampicata del Pikes Peak nel 1988. Per quell’occasione la 405 di Ari Vatanen venne portata a 520 cavalli; le quattro ruote motrici divennero anche sterzanti. Un quarto di secolo più tardi, nel 2013, Sébastien Loeb avrebbe ripetuto l’impresa sulla 208 T16 speciale da 845 cavalli.

Arriviamo ai giorni nostri. L’attività rally della Peugeot contemporanea è ben rappresentata dall’Italia. Nel museo di Sochaux faceva infatti bella mostra di sè la 207 S2000 che l’asso tricolore Paolo Andreucci ha portato alla vittoria nel campionato italiano per 5 anni consecutivi, dal 2008 al 2012. E quindi con Andreucci torniamo al presente, che sarà anche il futuro del rally di marca Peugeot con la debuttante 208 T16.

L’ampia gallery qui sotto sintetizza circa 90 anni di sfide della marca francese nei rally.