Se siete amanti delle concept car, tenetevi forte. Peugeot Exalt ha fatto il suo debutto su strada. Leonardo.it, insieme a una ristretta cerchia di giornalisti provenienti da tutta Europa, ha avuto l’onore di testare lo splendido prototipo nei dintorni di Parigi, presso il suggestivo circuito-test di Mortefontaine. A dispetto del nome del tracciato, la concept car del Leone ha preso letteralmente vita fuori dal palcoscenico dei saloni automotive, dove solitamente i prototipi restano confinati. La domanda ricorrente è: funzionano davvero? Nel caso di Peugeot (e di tutta PSA) invece, la risposta è chiara: funzionano e ispirano il futuro. Le concept car, infatti, non solamente delle show-car desinate all’esercizio di stile ma alle sperimentazioni estetiche si sommano quelle tecniche. Dal powertrain alle tecnologie per la mobilità, a nuove soluzioni all’interno dell’abitacolo. Soluzioni che rendono le vetture in grado di muoversi per davvero con tutti i componenti presenti che hanno necessariamente bisogno di prove e verifiche continue. Ecco perché testarle per capire cosa funziona e cosa è da ritoccare diventa fondamentale per i tecnici della casa francese che lavorano alle auto del domani. Un ritocco che si traduce anche in termini di tinte e colorazioni, per la gioia dei designer che si possono sbizzarrire con dei laboratori viventi.

Peugeot Exalt, nuova inedita colorazione

Il nome concept car rimanda a una visione inevitabilmente d’impatto. E la Peugeot Exalt, mostrata fuori dal contesto dei motorshow, è davvero suggestiva. La sua forma allungata, da sportiva doc, trasuda emozione al primo sguardo e l’aggressività tipica del Leone è ulteriormente accentuata. Merito del colore, un inedito viola scuro (tendente al nero sotto il sole) rispetto al bi-color e al coupè-franche ammirato nelle ultime uscite, ma anche della linea sinuosa con specchietti minimal, affilati e cromati che danno un tocco inedito. Inedita come la carrozzeria in acciaio grezzo, sagomata a mano da un maestro artigiano della lavorazione delle lamiere mentre le parti inferiori, realizzate con un’inedita fibra di basalto, ospitano cerchi da 20 pollici di rara bellezza. Peugeot Exalt pesa 1700 kg e monta una catena di trazione HYbrid4 plug-in dotata di una potenza totale di 340 CV ripartita sulle quattro ruote. Il motore 1.6 THP 270 CV sviluppato da Peugeot Sport è associato a un cambio automatico a 6 rapporti e sviluppa una potenza specifica di quasi 170 CV/l.

Berlina dinamica che profuma di squalo

L’obiettivo di Peugeot era realizzare una berlina dinamica che associa un design elegante a una certa polivalenza. Missione compiuta grazie alle carreggiate ampie con arcate dalla bombatura pronunciata, esprime il suo stile in una lunghezza di 4,70 m che visti dal retro, paiono molti di più. Sarà per il padiglione basso (solo 1,31 m) ma anche per il lungo cofano con un frontale particolarmente espressivo in cui i doppi gruppi ottici, incastonati nel fascione paracolpi, integrano la firma luminosa del Leone, che domina la calandra. Nella parte inferiore, il flusso d’aria che alimenta il motore è separato dai rostri che contengono gli indicatori di direzione a LED. Per migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamica (SCx 0,6) nella parte posteriore Exalt si mostra con un tessuto inedito, lo Shark Skin. Il suo impiego è sublimato da un taglio netto che opera la transizione tra la porta posteriore e il pannello laterale posteriore, la transizione tra le due differente tonalità, poco visibile sul colore attuale ma estremamente d’impatto nella versione “Coupè Franche” (grigio l’acciaio, rosso lo Shark Skin).

Legno riciclato dai quotidiani, il fiore all’occhiello

Il concetto Onyx nel 2012 viene ampliato. La Peugeot Exalt sfrutta il nuovo pianale modulare EMP-2 del Gruppo PSA ed è un prototipo in continua evoluzione che si è evoluta col passare degni anni. L’acciaio è stato utilizzato grezzo mentre a livello dei gomiti e nelle zone di appoggio delle braccia, trova posto il legno. Non un legno qualsiasi ma l’inedito Newspaper Wood, un tipo di legno ottenuto a partire dal riciclaggio dei quotidiani e pressata mentre secondo la logica del “chilometro zero”, uno dei principi ispiratori degli interni di Peugeot Exalt, la versione esposta al Salone di Pechino lascia spazio al legno di ebano (che abbonda in Oriente). Dalla linea inferiore della vetratura, il legno cede il posto a un tessuto chiné a base di lana naturale che riveste le controporte, la plancia e il padiglione mentre i quattro sedili sportivi indipendenti si presentano in tessuto chiné a zone laterali in pelle patinata invecchiata naturalmente.

Sette tasti, questione di “cervello”

L’abitacolo è notevole e nel tradizionale Peugeot i-Cockpit, con il classico volante piccolo, il pannello con la strumentazione digitale è collocato accanto a nove Toggle Switches che evocano l’universo musicale. Sono suddivisi in due gruppi, due comandi a sinistra del volante e sette a destra, come le note del pianoforte. Una suddivisione adottata per la capacità del cervello umano di memorizzare agevolmente fino a sette elementi, in termini di posizione e funzione (con la libertà di abbinarli a piacere). Il portellone è caratterizzato da una cinematica innovativa a pantografo con grande bagagliaio, il cui vano è rivestito ancora una volta con il “legno riciclato”. Due grandi aperture consentono di riporre monopattini e minibike, ideali per la mobilità dell’ultimo chilometro come il concept HYbrid-kick.

Peugeot Exalt

Peugeot Exalt, occhio a non rovinarla

La salita a bordo è tutt’altro che agevole. Alcuni materiali sono molto sensibili e basta un minimo tocco della maniglia per aprire il portellone in corsa. La parola d’ordine è attenzione. Mani e piedi vanno messi e mantenuti nei luoghi dedicati altrimenti si rischia di mandare in fumo il lavoro di mesi. E’ il prezzo da pagare per godere di una visione privilegiata dall’interno di una vettura che sembra arrivare dallo spazio. Dopo essersi seduti, bastano pochi secondi per capire che una concept car e un’auto moderna appartengono a due monti diversi. La sensazione è unica: vedere auto così particolari e fuori dal comune che si muovono è di grande impatto e ammirarla a fianco di vetture “normali” è davvero suggestivo. L’esperienza è di quelle indimenticabili, nonostante sia solo da passeggeri, visto che per poterla guidare pare volerci un brevetto in ingegneria aerospaziale.

Peugeot Exalt

Velocità da codice stradale…per ora

A rendere l’atmosfera ancora più irreale ci pensano le sospensioni e i sedili particolarmente duri mentre i cigolii scandiscono la nostra marcia. Una marcia lenta e “calorosa” visto che manca un sistema di areazione e i finestrini sono fissi. L’accensione avviene con un pulsantino all’altezza della testa mentre le marce si innestano con un tocco su un cambio che definire hi-tech è riduttivo. La velocità è per forza di cose controllata (non abbiamo superato gli 80 km/h) vista la delicatezza della vettura che comporta una cura degli esterni per forza di cose maniacale, da parte degli uomini Peugeot. Il livello artigianale dei prototipi non consente di “spremere” i motori ma i tester presenti ci assicurano che l’accelerazione è incredibile grazie alla coppia immediatamente disponibile dei motori elettrici. Per ora la Peugeot Exalt resta solo un sogno. Ma è solo questione di tempo: le concept car, che oggi sembrano anni luce, un domani arriveranno anche su strada.