Ecco un pianoforte. Ha una forma inconsueta, moderna. Ci sono anche un orologio e due biciclette, oltre ai progetti per un jet ed un motoscafo. Il marchio: Peugeot. O meglio, Peugeot Design Lab. Si tratta di un laboratorio del centro design della casa transalpina, diretto da Gilles Vidal. E’ stato creato proprio per sviluppare prodotti in ambiti estranei all’automobile. Il responsabile è Cathal Loughnanne, irlandese, 34 anni. Nel gruppo PSA dal 1999, ha inizialmente lavorato alla Citroën nello sviluppo degli interni, ad esempio con la C4 e la C5. Nel 2010 la chiamata di Vidal per il Design Lab. Leonardo lo ha incontrato alla sede milanese di Peugeot Italia. Dunque, perché una casa automobilistica si cimenta in prodotti così lontani dall’ordinario?

La Peugeot ha 200 anni. E’ esistita per 80 anni prima che l’automobile fosse inventata. Noi fabbrichiamo molti altri prodotti oltre alle automobili, benché l’auto sia di gran lunga il più importante. Quando creiamo un prodotto come la bici, la barca o l’aereo, seguiamo sempre i valori della Peugeot. Ogni oggetto segue il brand Peugeot, ma non necessariamente l’auto. Se cerchiamo ad esempio d’inserire in una bicicletta i criteri validi per l’auto, avremo una cattiva bici, perché si tratta di oggetti molto diversi. E’ importante che ogni prodotto parli per se stesso“.

Quali sono le linee guida alle quali s’ispira il vostro laboratorio? “Noi seguiamo il linguaggio stilistico della Peugeot: movimento ed emozioni. L’idea cioè di avere qualcosa di molto tecnico e preciso, quasi “tedesco”, ma allo stesso tempo molto emozionale, quindi più “italiano”. E’ quasi un concetto geografico: la Peugeot è nata a metà strada fra Germania e Italia, e ha sempre creato prodotti con un mix di precisione tecnica e lato umano. Quando parli di un prodotto Peugeot, hai una macchina che è sì tecnicamente perfetta, ma è contemporaneamente dotata di una qualità emozionale; è qualcosa che la persona ha il piacere di avere e utilizzare. Ed è normale. La macchina esiste perché una persona possa usarla“.

Il pianoforte è stato sviluppato insieme alla Pleyel, azienda specializzata nel settore. La forma è decisamente particolare. Loughnanne ne spiega la genesi: “Abbiamo cercato di cambiare la percezione del pianoforte. Il disegno di questo strumento non è variato negli ultimi due secoli: pesante, grosso, statico. Volevamo creare qualcosa di meno imponente, più basso, anche più dinamico. Inoltre, poiché la persona che lo suona è altrettanto importante dello strumento, abbiamo abbassato la parte superiore fino al livello della tastiera; in questo modo il pubblico può vedere le mani del pianista da qualunque posizione della platea. E la vista non è ostacolata nemmeno dalla grande barra che tiene sollevato il coperchio; l’abbiamo eliminata, usando un meccanismo simile a quello per il cofano nell’automobile. E abbiamo usato anche la fibra di carbonio, quindi effettivamente c’è un po’ di tecnologia automobilistica“.

E l’orologio? “Una delle prime scelte da compiere è stata: analogico o digitale? Secondo me un orologio Peugeot è analogico; un orologio Citroën potrebbe essere digitale. Mi spiego meglio. La natura di un prodotto Peugeot è più vicina alla meccanica; quella di Citroën ha più del misterioso. Quando parli di una vettura Citroën, pensi alla sua eccellente tenuta di strada, ma non alla tecnologia che c’è dietro. Le sospensioni idropneumatiche sono una tecnologia straordinaria, ma restano misteriose. Per una Peugeot la meccanica è intimamente legata alla sua origine, cioè la lavorazione dei metalli. Di conseguenza, in un orologio analogico è facilmente comprensibile la perfezione meccanica; è evidentemente una macchina; se apri il coperchio vedi tutti i meccanismi. Quindi Peugeot è decisamente un orologio analogico. Tutto questo non lo puoi percepire in un orologio digitale, dove tutto è più misterioso, e quini meglio si adatterebbe allo spirito di una Citroën“.

Qui sotto il video sul pianoforte ideato dal Peugeot Design Lab